CATANIA-Un cast d’eccezione, un testo fresco condito di sera in sera dalla spontaneità dei protagonisti e una regia d’esperienza: questi gli ingredienti che rendono unico “Se non fosse per il vizietto di guardare”, lo spettacolo in scena dal 29 ottobre al Teatro Piscator di Catania.

Sul palco uno scoppiettante Eduardo Saitta nei panni di Lulù, omosessuale legato a Riccardo (Massimo Procopio) da un rapporto ventennale «Per la prima volta mi trovo a vestire i panni della “donna” in scena ed è un’esperienza esilarante-commenta Saitta-. Lulù stesso del resto, per colpa delle convenzioni, è costretto a camuffare le proprie sembianze maschili per non apparire fuori luogo agli occhi dei futuri “consuoceri”, i conservatori signori Candido. Non potendo risultare credibile in abiti maschili, per Lulù non rimane altra scelta che quella di indossare le vesti della “madre”».

Alle soglie del matrimonio del figlio Alfredo infatti, frutto di una distrazione di Riccardo con una donna, la coppia è obbligata a nascondere la propria vera natura per non apparire contraria ai valori dei genitori della sposa, il signor Candido, presidente dell’ “Unione per l’ordine morale” e la sua consorte, la signora Timorata. Riccardo tenta così di mascherare i suoi atteggiamenti forzando postura e comportamenti, Lulù invece dopo un primo tentativo da “zio”, sceglie di diventare la madre di Alfredo: da qui una serie di equivoci e fraintendimenti che si susseguono nell’ilarità generale.

«Devo ammettere che non è affatto semplice portare in scena un personaggio così complesso- confessa Saitta- io ed i miei compagni inizialmente abbiamo faticato ad entrare nei nostri ruoli, ma quando abbiamo rotto il ghiaccio ci siamo resi conto che stava nascendo uno spettacolo unico. Il debutto poi ce ne ha dato la certezza: il pubblico alla prima si è divertito per l’intera durata della commedia, ed alla fine si è addirittura alzato in piedi per applaudire. Una grande soddisfazione per un attore».

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