CATANIA – Sotto la guida del sindaco Domenico Rapisarda, la giunta comunale di Gravina di Catania, ha approvato la decurtazione del 15% dell’indennità di funzione degli amministratori a partire dall’1 agosto 2015.

Alla conclusione della riunione di Giunta, il Sindaco ha voluto sottolineare: «I cittadini devono sapere che ci troviamo dinanzi a una crisi strutturale del sistema delle Autonomie Locali in Sicilia. Come relazionato dalla Corte dei Conti, Sezione di controllo per la Regione Siciliana, la grave crisi in cui versano gli enti locali siciliani dimostra come il peggioramento della finanza locale sia sempre più imputabile alla progressiva riduzione dei trasferimenti di provenienza statale e regionale. Per quanto ci riguarda, da anni denunciamo quanto asserito dalla Corte dei Conti e lo stretto nesso esistente tra diminuzione delle risorse derivate e l’aumento delle aliquote dei tributi locali».

Aggiungendo come il Comune di Gravina abbia fatto e continuerà a fare la propria parte, razionalizzando le spese, garantendo la qualità dei servizi e riducendo anche le indennità di funzione degli amministratori.

«Deve essere chiaro a tutti che la portata dei tagli agli enti locali posti in essere dal legislatore nazionale e regionale ha un notevole impatto sui bilanci comunali».

MakeThumbnail.aspxRapisarda ha proseguito appoggiando quanto fatto rilevare dall’AnciSicilia, in merito al considerare anche i costi diretti ed indiretti derivanti dal caos generato dall’assenza di riferimenti istituzionali con riguardo a liberi consorzi e città metropolitane: «Condivido in pieno poi l’analisi dell’Associazione dei comuni siciliani quando evidenzia l’esistenza, anche alla luce dei non confortanti dati sui livelli di riscossione dei tributi locali, di un sistema delle autonomie locali che si è trovato, nel giro di pochissimi anni, di fronte a tagli mai registrati nei decenni precedenti. Il cambiamento è stato traumaticamente veloce e, anche a seguito dell’entrata in vigore della Riforma sull’armonizzazione contabile, rischia di rendere più fragili le istituzioni locali in una fase storica in cui paradossalmente c’è ancora più bisogno di riferimenti credibili sul territorio. Come se non bastasse – conclude il sindaco di Gravina – in Sicilia la riduzione delle risorse ai comuni non è stata accompagnata da nessun intervento strutturale del governo regionale che potesse consentire una riduzione della spesa, basti pensare al caos nel quale versano le riforme sul sistema integrato dei rifiuti e delle acque e l’incidenza sui bilanci comunali di costi come quello collegato al conferimento in discarica dei rifiuti».

Raggiunto telefonicamente, il Sindaco ha voluto aggiungere un ulteriore considerazione: «Il comune va gestito da buoni padri di famiglia, che fanno sacrifici anche personali per il bene della propria casa, a prescindere da quelli che possono essere i bisogni del singolo».

Alla domanda se avesse trovato in Giunta oppositori alla proposta ha risposto entusiasta: «Quando le cose vanno fatte per il bene della città non esistono schieramenti e così è stato per questa decurtazione. Maggioranza e opposizione hanno votato all’unisono e il provvedimento approvato è un modo per contribuire al taglio delle spese, ma anche per far capire ai cittadini la gravità della situazione. Tagli ai servizi o aumenti di imposte locali, ove ci fossero, non dipenderebbero dalla volontà ma sarebbero il frutto di interventi nazionali e regionali che si ripercuoterebbero sui nostri bilanci».

Davide Di Bernardo

Scrivi