GRAVINA DI CATANIA − Il randagismo e le sue problematiche, nei Comuni del Distretto ASP – Gravina di Catania,  sono stati oggetto di una conferenza svoltasi nell’aula consiliare di Palazzo di Città a Gravina, Comune capofila del Distretto. All’incontro hanno partecipato i responsabili veterinari, i rappresentanti delle forze dell’ordine gravinesi, il Comandante della Polizia Locale di Gravina, Michele Nicosia, gli amministratori  locali e i  comandanti delle Polizie Locali  dei Comuni del Distretto Asp (San Giovanni la Punta, Valverde, San Gregorio, Tremestieri Etneo, Mascalucia, S. Pietro Clarenza, Camporotondo Etneo, S. Agata li Battiati, Pedara , Nicolosi, Trecastagni e Viagrande). A fare gli onori di casa il sindaco di Gravina, Domenico Rapisarda,  che ha ringraziato i convenuti e ha sottolineato l’importanza di affrontare il tema del randagismo “nella globalità, pur nella difficoltà di approccio, ma con la competenza e la motivazione necessarie ad affrontare la gestione del problema. In tal senso un plauso va ai Comandanti delle Polizie Locali che, coi loro uomini, non si tirano mai indietro per affrontare le tante situazioni che possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Sindaci  e amministratori locali – ha precisato Rapisarda – sono chiamati dalla legge ad affrontare il problema ma il fenomeno è esteso, le risorse limitare e le procedure complesse. In tal senso ci conforta la rassicurazione da parte dei responsabili dell’ASP di un aumento del numero delle sterilizzazioni dei cani”. Sono quindi intervenuti il responsabile U.O.C. veterinaria dell’ASP Catania, Carmelo Macrì, e il responsabile U.O. veterinaria  del Distretto Gravina di Catania, Carmelo Amato, che si sono soffermati sulle novità legislative  e tecniche, nonché sulle procedure, alle quali i Comuni sono tenuti ad attenersi per una corretta gestione del fenomeno. Sono poi intervenuti alcuni rappresentanti della amministrazioni locali che hanno posto l’attenzione su alcune specifiche questioni: dall’approfondimento dei rapporti con le associazioni di volontariato  alla proposta di modifica della legislazione regionale. Dal dibattito è emerso come   gran parte del problema del randagismo sia dovuta all’abbandono degli animali da parte dei privati. Per questo motivo bisogna  promuovere l’educazione dei cittadini ad amare gli animali ma anche aiutare i proprietari dei cani con iniziative locali, quali la creazione di aree  di sgambamento, affinché non siano tentati di abbandonare i loro amici a quattro zampe.  Sottolineata, infine, la necessità di una maggiore collaborazione tra i Comuni perché il problema attraversa i territori; e  se  un cane randagio non è mordace va sterilizzato e poi rimesso sul territorio.

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