Renato GrimaldiSIRACUSA – E’ necessario puntare sulla “ Green Economy” per rilanciare il paese. E’ quanto ha detto  Renato Grimaldi , Direttore Generale della Divisione Natura del Ministero dell’Ambiente , stamani a Siracusa, nella sede dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, per partecipare al Seminario conclusivo del Cantiere Didattico Sperimentale dell’Università di Catania dal titolo “La Natura come modello, tecnologie costruttive , innovazione sostenibile e risparmio energetico”. Dopo i saluti del presidente dell’Amp del Plemmirio ,Sebastiano Romano, il quale ha rammentato il protocollo stipulato con la Facoltà di Architettura dell’Università di Catania, che prevede una collaborazione in vista di alcuni lavori nella sede dell’Amp inserita in un particolare contesto monumentale, ha preso la parola Grimaldi, il quale, rivolgendosi agli studenti che hanno gremito la sala “Ferruzza-Romano, ha più volte citato il pensiero del sociologo Aldo Bonomi, secondo cui gli scenari naturalistici, da margine del modello di sviluppo devono diventare essi stessi il perno del rilancio economico italiano. <<La partita – ha detto tra l’altro Grimaldi – è in movimento. C’è chi propone le trivellazioni nel mare, il petrolio e altro ancora; io ritengo che, senza rinunziare o valutare nessuna possibile opzione, dobbiamo puntare sulla “Green Economy” e sulla straordinaria ricchezza della nostra biodiversità, senz’altro un fenomeno che rende il nostro territorio estremamente competitivo>>.  Il Direttore Generale della Divisione Natura del Ministero dell’Ambiente, ha poi avuto parole di elogio per la città e per la particolare location in cui è inserita la sede dell’oasi marina siracusana. <<Non so – ha commentato – se tutti i siracusani siano davvero consapevoli di vivere in una città così bella. Ci troviamo (il Comprensorio Maniace ndr) in un luogo mozzafiato, che rappresenta un intreccio speciale tra un contesto storico architettonico di particolare pregio e l’indubbia bellezza naturalistica, colgo l’occasione anche per ricordare che viviamo in un paese leader per i nostri siti Unesco e anche questo, come fa la Spagna, potrebbe diventare ad esempio il fulcro di un tour specifico>>.

Il Cantiere Didattico Sperimentale  è un progetto che vede gli studenti del Laboratorio di Progetto dell’ateneo catanese impegnati nella realizzazione in scala 1:1 di architetture sperimentali caratterizzate dall’uso innovativo di tecnologie costruttive improntate al risparmio energetico e all’efficienza. In continuità con le attività sviluppate nel 2011 (DOME), nel 2012 (MoAbS) e nel 2013 (Wood Gridshell) anche quest’anno, il progetto universitario si è concluso con un Seminario al quale hanno partecipato esperti e studiosi del settore. Nel pomeriggio a chiudere i lavori sarà il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Catania, Giacomo Pignataro. . Il Seminario, a cui sono intervenuti anche Lilla Cannarella dell’Ordine degli architetti PPC di Siracusa e Roberto Meloni del Consorzio Universitario Archimede, si è svolto in partnership con: il Consorzio Plemmirio, l’Ance Siracusa, la Scuola Edile Cassa Edile Siracusa, Cpt Siracusa il Consorzio Universitario Archimede , e in collaborazione con: l’Ordine architetti di Siracusa, l’Ordine degli Ingegneri Siracusa, Gyproc – Saint Gobain Italia, Material Design, Corvaia.

Tra gli interventi previsti stamani, quello in video conferenza di Nicola Pugno, Ordinario di Meccanica Strutturale presso l’Università degli Studi di Trento, fondatore e responsabile scientifico del Laboratory of Bio-Inspired & Graphene Nanomechanics, nonché docente di Materials Science alla Queen Mary University di Londra. Nel suo intervento, il docente ha illustrato, anche attraverso alcune slides, la sua ricerca sui materiali bio-ispirati, cioè materiali ispirati al mondo della natura che stanno trovando applicazioni pratiche: dai sistemi elettronici flessibili e trasparenti di ultima generazione fino alla nano medicina. Uno degli ultimi risultati del gruppo di ricerca di Pugno è la “foglia artificiale” un materiale multifunzionale a base di grafene, ispirato alla foglia dell’albero di loto. Nel dettaglio, un foglio di grafene è stato fatto aderire ad un substrato polimerico, che sottoposto a tensione meccanica consente di modificare la topologia superficiale del materiale, che può passare dalla condizione di stropicciata a liscia o dall’essere super-idrofoba a idrofila, proprio grazie a questo effetto topologico.

La prima sessione dei lavori è stata chiusa dalla relazione del prof. Andrea Campioli, Ordinario di Tecnologia dell’architettura presso il Politecnico di Milano, che ha affrontato il ruolo degli strumenti di valutazione ambientale nel passaggio dal concetto di efficienza energetica quello di eco-efficienza. 

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