Bisogna proprio riconoscerlo: sì Greta e Vanessa sono colpevoli; e giuste sono le critiche che sono state espresse da gran parte della stampa e dai commenti che si sono rincorse sul web: “Ragazzine viziate”, “se la sono cercata”, “perché sono andate in Siria?”, “spendiamo 12 milioni di tasca nostra!”, “bisogna metterle a lavorare gratis fino al risarcimento dei soldi spesi”.

E lo sono innanzi tutto per “alto tradimento”: hanno pugnalato alle spalle il più sentito a radicato sentimento che alberga nel cuore degli italiani e del quale alcune forze politiche si sono fatte nobili interpreti. Quel sentimento che con impareggiabile forza il Razzi di Crozza sintetizza nella frase “facitivi i cazzi vostri”. Se li fanno i politici, che pensano più ad avere prebende che a fare l’interesse pubblico; se li fanno molti cittadini, che non pensano alla sofferenza degli altri, ma alle proprie tasche. Sicché diventa intollerabile, una vera e propria “pietra dello scandalo”, che due ragazze giovani e carine non pensino allo sballo, a fumare spinelli e ad andare in discoteca a dimenarsi al suono di una musica assordante e martellante, in modo da lasciare tranquille le coscienze degli italiani. No, pensano di andare a fare le “vacanze rischiose”, in Siria; pensano – pensate un po’ – di mettere a rischio se stesse per aiutare gli altri. Sono proprio matte a fare questo!

E sono colpevoli le loro famiglie che le hanno lasciate andare. Come si permettono queste a non insegnare loro l’arte del tornacontismo, dell’opportunismo alla ricerca di qualche bel posticino, al placido adattamento alla cultura di massa, rendendole succube di cellulari e video giochi? Perché non incoraggiarle invece a partecipare a qualche concorso per veline? Che cattiva educazione hanno loro dato! Magari avranno pensato di prendere sul serio l’insegnamento di Cristo, o hanno sentito qualche predica in più di papa Francesco.

È proprio ciò a risultare intollerabile a certi italiani: queste due ragazzine ricordano a loro e al mondo che può esserci una umanità diversa, meno egoista, meno spietata, meno razzista e invece più solidale, più partecipe delle disgrazie altrui, più disinteressata e non preoccupata del proprio utile immediato. Che può esserci un modo diverso per sentirsi gratificati, oltre a possedere cose e manufatti del mercato dei consumi: il piacere dell’aiutare, il senso della gratuità, la pienezza che viene da occhi riconoscenti, da un grazie ricevuto, da una mano che si tende e alla quale porgiamo la nostra. A un’Italia becera, ignorante, egoista, adattata alla corruzione, alla delinquenza spicciola, alla furbizia e solleticata nelle proprie più basse pulsioni da politici che si fanno veri e propri imprenditori della paura, queste ragazze – pur con i possibili errori di gioventù che han potuto fare – ricordano che un altro mondo è possibile, che un altro modo per rapportarsi con popoli di cultura diversa è praticabile.

C’è proprio da vergognarsi di fronte al mondo: non di chi organizza serate eleganti e poi ci va a rappresentare in Europa, non di chi si fai selfie come un ragazzino in contesti internazionali, non di chi ci rende ridicoli con le sue performance e fa ridere di noi: Ah, i soliti italiani! No, dobbiamo invece vergognarci di queste due ragazzine imprudenti che hanno pensato – magari spinte da quella generosità tipicamente giovanile, prima che si trasformi in dura e coriacea insensibilità da adulti – di andare ad aiutare gli altri, facendo volontariato. Magari hanno sbagliato ONG, forse si sono fidate troppo di qualche organizzazione non proprio affidabile; ma hanno rischiato con la propria pelle, sapendo che poteva loro finir male.

A certi italiani tutto ciò non importa; contano invece i milioni spesi per salvarle. E sono magari gli stessi che ritengono un embrione abbia un valore non negoziabile o che si commuovono per il gattino sopra l’albero. Ma di fronte a queste due ragazze fanno i ragionieri: la loro vita non valeva 12 milioni. Dovevano pagare la loro “imprudenza”, ad insegnamento e monito di tutti coloro che si mettono grilli dello stesso tipo per la testa e che non seguono piuttosto il nobile insegnamento di Razzi.

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