Grigio Parigino racconta l’esistenziale sofferenza femminile

di Elisa Guccione

Ph Antonio Parrinello

CATANIA – Al Musco con l’ambizioso e ben riuscito progetto teatrale “Grigio Parigino”, in scena fino al sei marzo, diretto sapientemente da Gianni Scuto e costruito sui testi: “Il Bell’Indifferente” e “La voce Umana” di Jean Cocteau, si è travolti da un turbinio di intense emozioni.grigio-parigino-2 Si respira l’aria della malinconica Parigi di Sartre e Proust, raccontando l’originalità poetica ed espressiva dell’autore in due importanti prove drammaturgiche, ricreata dalle preziose musiche composte ed eseguite dal vivo dal M° Alberto Alibrandi e dai ricercati ed eleganti costumi di Concetta Maccarrone che nel gioco di luci di Franco Buzzanca trovano il loro luogo ideale per esprimersi.

Il dolore provato da Nellina Laganà nel monologo “La voce umana” e da Cettina Bonaffini in “Il Bell’Indifferente”, insieme a Valentina Ferrante, presenza eterea e fragile in entrambi gli atti, con Luigi Nicotra, Azzurra Drago e Federico Fiorenza, rende viva l’esistenziale solitudine umana con reale e possente tragicità. Disperata e struggente la telefonata di Nellina Laganà, abbandonata dall’amato, nel dare sfogo alla perdita del compagno come quasi fosse un lutto.12798843_10205610028033486_7037394561712577947_n Veritiera Cettina Bonaffini nel ruolo scritto per Edith Piaf che in maniera non meno tormentata dà vita, davanti al suo silenzioso e disinteressato Ives, ad un altro triste aspetto della realtà femminile: amare sempre a qualunque costo.

“Grigio Parigino”, con la sua naturale irruenza, coinvolge ed emoziona dall’inizio alla fine scrivendo con stile e bravura un importante pagina del nostro teatro.

Elisa Guccione

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