di Daniele Lo Porto

Comico o politico? Cinico, c’est plus facile. Oppure: comico, politico e cinico, uno e trino, così Beppe Grillo si potrà confrontare con Chi compete con lui in perfezione e purezza. E non è detto che il comico prestato alla politica, o viceversa, non vinca l’originale competizione testa-a-testa. Ma perché questi interrogativi? Perché dopo manette e cappi mostrati volgarmente in Palamento da giustizialisti della prima e dell’ultima ora, Grillo ha superato tutti e forse anche se stesso, con un video nel quale egli stesso si mostra alla caccia di una preda che si presume impaurita e fuggente. La preda è il parlamentare Francantonio Genovese, beccato con le mani nella marmellata milionaria della formazione professionale, uno dei tanti scandali siciliani. Il Parlamento, col voto compatto e decisivo del Pd, ne ha votato l’arresto; e prima ancora che il politico messinese si costituisse al carcere di Gazzi, il cinico genovese di nascita (e non di cognome) si immortalava in una caccia all’uomo che forse nel suo intento era satira politica, ma invece era solo violenta derisione di un uomo, indagato – soltanto indagato – e non ancora colpevole. Ed anche fosse già stato dichiarato colpevole e con sentenza passata in giudicato, non crediamo che la derisione, il volgare attacco personale sia giustificato o giustificabile. Se un giornalista avesse usato toni così aggressivi, siamo sicuri che il Grillo sparlante avrebbe emesso una delle sue sentenze senza appello. Ma a lui tutto è permesso. Ci ricorda “l’eletto” con i superpoteri del film “Matrix”. Sia ben chiaro: non stiamo difendendo Genovese. Se ha sbagliato è giusto che paghi e nel modo stabilito dalla legge. Crediamo che su alcune vicende politiche abbia di certo errato: sul ruolo di pontiere tra Raffaele Lombardo (allora governatore siciliano) e il Pd, stretto in un angolino ed incapace di scegliere se bere o affogare. Complice una cena per pochi vip in casa Genovese, il Pd superò la fase di riflessione e si avviò su un percorso probabilmente gratificante nell’immediato. Genovese, poi, è un esponente di primo piano che ha dominato in lungo e largo su Messina e provincia, legato a varie lobby politiche, affaristiche, professionali. Ha fatto il bello e il cattivo tempo, ha amministrato direttamente. E forse non lo ha fatto tanto bene, se alla fine la puritana Messina ha premiato nelle scorse elezioni comunali un uomo dell’altro mondo e degli altri modi, controcorrente, del quale è difficile ricordare il nome e le azioni, ma non le sue stravaganti t-shirt. L’attuale sindaco, però, paradossalmente rischia di essere più bravo dei tanti politici di professione che lo hanno preceduto: fare peggio è davvero difficile. Grillo interpreta il mal di pancia di milioni di italiani. Ma non solo lo interpreta, soprattutto lo stimola fino alle coliche incontenibili e all’acidità ben oltre il sopportabile. Le gogne appartengono al medioevo, quelle mediatiche ai boia 2.0. Gli italiani vogliono buona politica e buona amministrazione. Non giustizia sommaria.

Daniele Lo Porto

(da Freedom24)

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