di Daniele Lo Porto

Ad un mese dall’esordio della squadra rossazzurra allo stadio Massimino, la “guerra dell’erba” si arricchisce di una nuova puntata. Il Calcio Catania respinge la convocazione inviata dal Comune con appena un giorno di preavviso, riunione prevista stamattina per la  “consegna della porzione ripristinata del manto erboso”. “Gli interventi da Voi eseguiti limitatamente alla porzione del manto erboso prospiciente la curva sud si evidenziano ictu oculi inidonei in quanto le opere non risultano realizzate a regola d’arte”, spiega in una lettera il club etneo, rispondendo alla nota di Palazzo degli elefanti. “Vi invitiamo pertanto ad effettuare ogni imprescindibile ripristino. Altresì ribadiamo (…) la inderogabilità della esecuzione delle opere da parte della scrivente società allo scopo di evitare l’aggravamento dei danni correlati e causalmente connessi allo svolgimento dei concerti dei giorni 11 e 12 giugno 2014 presso lo stadio Angelo Massimino. Rinnoviamo dunque le già articolate riserve di ripetere ogni spesa da noi sostenuta per gli eseguiti interventi manutentivi, riservando comunque ancora una volta ogni azione per ogni consequenziale danno che dovesse subire Calcio Catania S.p.A. in dipendenza della inidoneità del campo di gioco”.

Insomma, alla poco garbata convocazione del Comune, praticamente senza preavviso, la società del presidente Nino Pulvirenti risponde a muso duro. Il rifacimento del prato nell’area danneggiata durante il concerto di Ligabue non è ritenuto soddisfacente e potrebbe provocare problemi alla società, in vista dell’inizio della prossima stagione. E “il casco blu” della Figc nominato dall’assessore Valentina Scialfa che fa? A quando la sua perizia?

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