Un tuffo nei ricordi, flashback della memoria che tornano a galla. Il tempo non cancella sentimenti, emozioni, stati d’animo, rapporti di amicizia. E’ cominciata così la 47° stagione della compagnia Liotru, curata dalla direzione artistica ed organizzativa di Franco Blundo. Sul palcoscenico del teatro Don Bosco di Catania, il sodalizio artistico ha debuttato proponendo un lavoro firmato da Luzzu Maugeri, il fondatore della compagnia scomparso venti anni or sono. La commedia brillante in tre atti “U jaddu persi i pinni”, con la regia di Mimmo Zappalà, ha rappresentato un doveroso omaggio a colui che quasi mezzo secolo fa diede il via al percorso teatrale della compagnia e a cui è dedicata l’intera stagione. Una pièce, preceduta da un video con alcuni dei momenti salienti della carriera artistica di Maugeri e dalla consegna di una targa ricordo alla figlia, che mette in luce la proverbiale “virilità” dell’uomo siculo ma che, nello stesso tempo, esalta i tratti specifici del sentimento universale più profondo per eccellenza: l’amore. Un’intricata catena di esilaranti equivoci che vede come principale protagonista Don Peppino Scicali, interpretato da Salvo Russo, impenitente latin lover, “galletto” sempre alla ricerca di affascinanti donzelle che, a sua insaputa, si trova al centro di una stratagemma architettato dalla presunta cameriera Donna Elvira (Giorgia Greco) e dalla sua giovane nipote Laura (Martina Zappalà). Non senza difficoltà, l’uomo si redime e trova finalmente la donna della sua vita. Ma attorno alla vicenda principale, i tempi della trama sono scanditi anche dalle velleità amorose dei “quasi” parroci Gianni (Giovanni Bonaventura), nipote di Peppino, e Tonio (Aldo Seminara), suo presunto sagrestano, i quali, dando vita a divertenti gags, rivelano la loro vera natura di seminaristi espulsi e si prodigano per conquistare il cuore delle loro amate. Così come giunge a compimento il reciproco sentimento che nutrono Nino, “u babbu do paisi” interpretato da Seby Barbagallo, e massara Affiedda (Paola Collura). Cast completato oltre che dallo stesso regista Zappalà, nei panni del sensale, da Genni Baiunco (Graziedda, donna della tenuta), Giuseppe Raimondo (il postino), Giovanni Cavallaro (il parroco don Francesco).

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