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di Agnese Maugeri

Catania – Si è concluso con una tavola rotonda il progetto di Acquacoltura “Hello Fish” organizzato e  voluto dalla Camera di Commercio di Catania in collaborazione con Unioncamere Nazionali, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e finanziato dall’Unione Europea.

All’incontro tenutosi nella Sala Platania della Camera di Commercio di Catania hanno partecipato, Roberto Rizzo commissario Camera di Commercio, Alfio Pagliaro segretario generale CCIAA, Franco Virgilito referente del progetto, Andrea Giuseppe Lo Bue biologo marino dell’università di Catania, Francesco Leonardi vice presidente fondazione Food Education Italy, Emznuele Zappia direttore MAAS e Giuseppe Gugliardi componente CdA MAAS, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali e del settore ristorazione e pescherie.

Due sono gli aspetti sui quali si è più dibattuto, migliorie in campo economico e sociale che l’Acquacoltura apporterebbe al nostro quotidiano.  Una netta riduzione del costo del pescato, una buona risposta anticrisi sia per i ristoratori e gli esercenti che per il singolo consumatore, ciò produrrebbe anche nel settore ambientale un impatto positivo, diminuendo drasticamente la pesca intensiva e agevolando il ripopolamento del nostro mare.

Come ottenere questi risultati è semplice, bisogna insegnare ai consumatori ad abbandonare il pregiudizio per cui il pesce coltivato sia meno buono e nutriente di quello selvatico. È stato infatti appurato che con l’acquacoltura, si riesce ad avere un maggiore controllo del prodotto e della sua tracciabilità e un miglioramento sia nutrizionale che qualitativo.Listener-7

Il 70% del pescato non proviene dal nostro mare e tentare di ricostruire una storia diventa spesso una missione impossibili. Nel settore dell’acquacoltura il più grande produttore al mondo è la Cina, in Europa invece troviamo al primo posto la Spagna, seguita dalla Grecia e solo al terzo posto c’è l’Italia; i Francesi invece custodiscono il primato nell’allevamento delle ostriche, grazie a una caratteristica delle loro coste, dovuta a un gioco naturale delle maree.

Durante la tavola rotonda i partecipanti hanno trattato la situazione siciliana, nel 2008 nella nostra isola vi erano ben 16 imprese di acquacoltura attive nel territorio, nel 2015 ne troviamo solo 5 ancora funzionanti che però hanno modificato e ridotto il loro operato. Se prima infatti, si occupavano sia di novellati che di ingrassaggio, come avveniva per esempio nello stabilimento di acquacoltura di Lampedusa con i tonni, oggi lavorano solo con il novellato. Il pesce, quindi, nasce qui e poi viene subito venduto ad altri allevamenti, il tutto viene registrato e controllato all’interno della filiera, sappiamo infatti che l’utilizzo degli antibiotici, per favorire un rapido sviluppo dell’animale, negli ultimi anni sono stati notevolmente ridotti cercando di promulgare una crescita che rispetti il più possibile l’evoluzione naturale.

Come abbiamo precedentemente affermato in principio nel 2008 le aziende che praticavano acquacoltura erano 18, di queste ben 13 hanno chiuso negli ultimi cinque anni, le motivazione sono state spiegate durante l’incontro. Le imprese non sono riuscite a reggere il peso schiacciante dovuto all’aumento delle tasse, il governo regionale non si è occupato di Listener-5ciò e ha lasciato che questo fiorente settore iniziasse una lunga agonia.

Il progetto “Hello Fish” è durato 40 giorni e in questo periodo il sito web è stato visitato da più di due milioni di utenti, un risultato davvero soddisfacente. L’intento, auspicato al termine del dibattito,  è quello di continuare il prossimo anno con una nuova campagna, così da poter far comprendere e conoscere meglio al consumatore l’acquacoltura.

L’iniziativa si è anche tramutata in una simpatica gara tra i ristoranti che hanno aderito, i quali si sono messi alla prova nella realizzazione di un menù (antipasto-primo-secondo) interamente realizzato con il pesce proveniente da acquacoltura. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato il ristorante “Le dolcezze del mare” di Misterbianco, a ritirare il premio era presente lo chef Giovanni Sicali; il piatto premiato: Spigola al marsala sul letto di uva.Listener-4

È stato, inoltre, indetto un contest fotografico: “Hello Click” nel quale hanno partecipare diversi fotografi. Bisognava recarsi in uno dei ristoranti aderenti all’iniziativa e scattare delle foto ai piatti di portata, che avevano come protagonista il pesce dell’acquacoltura. A vincere il primo premio è stato il fotografo Dario Zappalà e lo scatto rappresenta un piatto di spiedini di salmone al rosmarino.

La sicurezza e i controlli dei prodotti nati e cresciuti in acquacoltura è affidata alla guardia costiera, ai sanitari e ai veterinari con date certe e registrate, il consumatore può essere sicuro di ciò che mangia.

A. M.

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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