CATANIA – Gli home restaurant sono tutti fuorilegge in quanto la legislazione italiana non li prevede. Questo tipo di attività, anche se svolta occasionalmente, deve rispettare i parametri del Dlgs n. 59/2010 che accoglie la Direttiva Europea Bolkestein, la quale impone specifici requisiti professionali oltre che quelli riguardanti le norme edilizie ed urbanistiche che quelle in materia di sicurezza.

Questo è quanto affermato dal Presidente della FIPE Sicilia Confcommercio – Imprese per l’Italia – Dario Pistorio che ha sottolineato, inoltre, come il fenomeno che degli “home restaurant” che somministrano pranzi e cene in casa e che si sta diffondendo a macchia d’olio nella nostra regione, e che sembra interessare centinaia di padroni di casa allettati da facili guadagni senza vincoli di sorta perché non devono sobbarcarsi i pesanti costi collegati ai numerosi adempimenti prescritti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, possa costare molto caro in quanto la Legge n. 287/1991, che disciplina il settore, prevede, per chi esercita abusivamente l’attività, sanzioni che potranno arrivare sino a 15.000,00 €.

Per cui, prosegue il Presidente Pistorio, se in Inghilterra o negli Stati Uniti il fenomeno degli home restaurant si è diffuso senza particolari problemi non possiamo pensare che in Italia sarà lo stesso vista la normativa vigente.

“Pertanto – conclude il Presidente Pistorio – la FIPE Sicilia chiederà ai Nas, il nucleo speciale dei Carabinieri che si occupa delle frodi nel settore alimentare, maggiore attenzione nei confronti del fenomeno”.

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