DIOSSINAA Taranto il sindaco ha transennato i parchi del rione Tamburi, vicino all’ILVA, dove il terreno è contaminato da concentrazioni di diossina a partire da  21,12 ngTEQ/kg.

A Brescia il sindaco, su parere dell’ASL, ha consentito l’accesso in parchi dove, grazie alla gentile eredità degli stabilimenti della Caffaro, la diossina arriva anche a 80,8 ngTEQ/kg, fino a quattro volte il valore di Taranto. Il sindaco ha posto solo alcuni “limiti”: per esempio non si può scavare e asportare il terreno -cosa che, per inciso, mi pare un po’ improbabile che venga in testa a uno sano di mente.

Quattro le conclusioni possibili. Scegliete voi:

– L’ASL e il sindaco di Brescia hanno ragione, e il sindaco di Taranto fa terrorismo;

– Il sindaco di Taranto ha ragione mentre l’ASL di Brescia sta mettendo in pericolo adulti e bambini;

– I Bresciani sono diossino-resistenti, i Tarantini no.

– Siamo in mano ai pazzi.

A proposito dell'autore

Carlo Barbieri è nato nel 1946 a Palermo. Si autodefinisce un chimico arrugginito e un marketer pentito prestato alla letteratura. Nella sua “prima vita” è stato manager in una multinazionale chimica americana ed è visssuto a Palermo, Catania, Teheran, Il Cairo. Adesso scrive racconti e gialli e risiede a Roma; Carlo Barbieri è titolare di rubriche su “Sicilia Journal” e “Malgradotutto”, e collabora con Ultima Voce e Fatti Italiani

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