di Lilia Scozzaro

In Sicilia, ritornera’ un Festival dalle note blue? Blue note, melodia, musica! Voci e strumenti. I canti degli schiavi afroamericani nei paesi meridionali degli Stati Uniti d’America. Ecco le radici del Blues! Anche se, la maggiorparte dei generi musicali popolari moderni, hanno origini e parecchie influenze dal Blues, , in Italia, fu considerato un insieme di note stonate. Vari stili, diversi fra loro, venuti fuori dallo studio di musicisti, una ricerca che ha fatto conoscere questo ritmo nero, ed anche il Jazz, accostandola alle realtà’ musicali. Il termine Blues deriva dall’espressione “to have the blue devils” (avere i diavoli blu) , dunque “essere triste”. Infatti in lingua inglese il colore blu ricorda molto la tristezza, sofferenza, infelicita’. Ma perche’ mai ?! Un modo di dire antico, ” avere i diavoli blue” essere in possesso di entita’ sconosciute, loro,  i cantanti di Blues. Non si conosce esattamente l’inizio di questo genere musicale, ma un anno fondamentale fu verso la conclusione dell’Ottocento, e di conseguenza con la fine della schiavitù, in America (1865 ). Anno in cui il Blues usci’ alla luce del sole, prima di allora era completamente sconosciuto. Nacque, cosi’, il bluesman, colui che eseguiva quel nuovo genere di suono. Un uomo solo, amato dalle donne, povero, che sempre viaggiava, e non avendo alcun legame affettivo e sociale, non era accolto benevolmente. Testimone di tutti questi artisti/uomini fu New Orleans, rappresentando con il cantante Blues un mondo nuovo, cercando di difendere i diritti dei neri, con tante difficoltà’ nel rivendicarli. La schiavitu’, la base della loro ispirazione. Divenne un’azione politica, non attiva, quella dei Bluesmen, considerati demoniaci, in quanto tale fu il loro modo di vivere. Anche i valori che diffondevano: sessualita’, libertà’, furono contrari da quei valori, che le altre Chiese protestanti sostenevano e divulgavano. Dunque la nascita del Blues, non in Africa, ma in America! La capacita’ di vedere l’altra faccia dell’America nera, che desiderava a tutti i costi affermarsi, in contraddizione alla cristianizzazione. Fu davvero un successo! Uomini musicali neri che trovarono il modo per esprimere il loro malessere, imbarazzo, parlando a coloro che si trovarono nella medesima situazione. In Italia arrivo’ a meta’ del Novecento, insieme ad altri suoni che derivavano sempre dal Blues, come il Jazz e Rock.  Nel Bel Paese la musica straniera non fu ascoltata volentieri, periodo del Fascismo, Mussolini vietò l’inserimento dei suoni americani, del Jazz, ed essendo impossibile controllare tutte queste proibizioni, si diede via libera ai Grandi Classici, ma ad una condizione, che viaggiassero eseguiti da Orchestre e con titoli Italiani. Presto in Sicilia, un Festival dedicato al Blues, con gruppi emergenti che arriveranno da tutta Italia. E ne parleremo con Roberto Li Mura. Presidente dell’Associazione ” Sicilia  Blues”

Lilia Scozzaro

 

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