Salvo Reitano

La storia del Rinascimento italiano è legata in maniera  indissolubile con la famiglia Medici che da Cosimo il Vecchio a Lorenzo il Magnifico rese grande Firenze spargendone la fama in tutto il mondo con la letteratura, la filosofia, le arti e le scienze.
L’epopea della prima famiglia di banchieri del mondo rivive ora in una serie tv in otto puntate che andrà in onda da martedì 18 ottobre su Rai1. Cast internazionale, scenari suggestivi e il fascino del passato sono gli elementi portanti della produzione italoamericana.
Questa prima stagione de “I Medici” racconterà la vita di Cosimo I. La seconda, che Frank Spotnitz sceneggiatore e produttore sta scrivendo, si concentrerà su Lorenzo il Magnifico.
La serie, ambientata a metà del Quattrocento in vari luoghi della Toscana, con al centro Firenze, è diretta dal regista Sergio Mimica-Gezzan e ha tra i protagonisti Dustin Hoffman nel ruolo di Giovanni, padre di Richard Madden che interpreta Cosimo. Poi ci sono Stuard Martin nei panni di Lorenzo, il fratello di Cosimo, Annabel Sholin la moglie Contessina, Guido Caprino, Miriam Leone, Alessandro Preziosi che veste i panni di Filippo Brunelleschi, a cui Cosimo affida la costruzione della Cupola di Santa Maria del Fiore.
Tutto comincia nel 1429 quando a Firenze muore Giovanni de’ Medici, ex mercante di lana divenuto il primo banchiere del Papa.schermata-2016-10-15-alle-18-54-49
Purtroppo la storia che ci proporrà la fiction si allontana molto dalla Storia. Sarà un triller politico, una sorta di giallo investigativo che ruota intorno a un dramma familiare. Di quanto realmente accaduto, però, se ne vedrà ben poco. Manca soprattutto l’aspetto squisitamente culturale perché è con la famiglia Medici che è nato il mondo moderno, quello che conosciamo oggi. Dopo essere diventati i banchieri del Papa, usarono il loro immenso potere per favorire il commercio e gli scambi, migliorando le condizioni della gente e soprattutto della classe media.
I Medici furono l’unica famiglia che riuscì a costruire una dinastia attraverso le arti liberali. Non vi è, infatti, traccia nelle loro origini né di nobiltà, né tantomeno di alte cariche militari.La lunga lotta per il potere che li vide protagonisti si svolse più sul piano economico-politico che su quello delle armi.
Le intuizioni di Cosimo, che poteva contare su un ingente patrimonio finanziario ereditato dal padre, Giovanni, grazie alle buone relazioni con la curia papale, nella scalata al potere richiamano alla figura dell’uomo ricco che usa le leve del comando per arricchirsi ancora di più, comprando amici e nemici.
Cosimo moltiplico il suo giro d’affari e la sua banca divenne la prima in Europa, imponendosi come creditore di fiducia non solo del Papa ma anche di sovrani come Francesco Sforza. Il duca di Milano ricambiò i favori fornendo ai Medici l’appoggio necessario nella lotta interna.
La potenza economica che non può fare a meno, per prosperare e consolidarsi, di conquistare il potere politico. Se guardiamo ai giorni nostri non possiamo non riscontrare più di una similitudine con personaggi come Trump e Berlusconi, anche perché è risaputo che i Medici furono i primi veri maestri nell’arte di catturare consenso mettendo in campo una sfarzosa politica dell’immagine.
Ma non furono solo questo. Non furono solo dei mercanti, banchieri mecenati. Tra le signorie italiane fu quella più attentamente interessata alla vita culturale. Lorenzo, al quale sarà dedicata la seconda serie, prevista per l’autunno del 2017, nella sua corte accolse numerosi artisti ed eruditi esemplificando il concetto di mecenatisno delle signorie rinascimentali.
Quando i Medici ne divennero i padroni, Firenze era già la capitale indiscussa della cultura europea. Gli studiosi si sono affannati e si affannano ancora a comprendere e dare una risposta ai motivi di questo primato. C’è chi lo attribuisce alla invidiabile posizione geografica, chi allo sviluppo industriale e mercantile che si andava delineando, chi più semplicemente alla Storia e ai fatti contingenti. Si discute e si continua a dibattere in maniera, secondo noi, poco convincente. Asteniamoci da un mestiere che non è il nostro e restiamo ai fatti.
Firenze era stata la patria di Dante. Qui era nata la poesia, la grande narrativa con Boccaccio, la pittura con Giotto e Cimabue, l’architettura con Arnolfo. Appare evidente come in questa città doveva esserci una sorta di “virus” benevolo che riportava in modo naturale alle lettere e alle arti.
schermata-2016-10-13-alle-14-38-42Non potevano i Medici,  in questo furono davvero grandi ed è un peccato che la fiction ne tenga poco conto, accorgersi di questa fioritura spontanea e per questo la secondarono con un impegno e una dedizione per i quali è più che legittima l’universale ammirazione che si è tramandata nei secoli. Del resto come dice il Durant: “Nel patronato della cultura nessuna famiglia al mondo ha mai eguagliato i Medici”. Impossibile dargli torto.
A inaugurare questa tradizione familiare nelle lettere, nella filosofia, nella poesia e nelle arti fu Cosimo, il quale spese una fortuna per acquistare manoscritti originali ad Atene, Costantinopoli e Alessandria. Cosimo sapeva vedere il disegno generale delle cose, ragionava in termini di decenni,  addirittura di secoli con una prospettiva temporale molto diversa dalla nostra che si interessa soprattutto dell’immediato, di ciò che accade ora in questo preciso istante senza guardare al futuro.
Fece di più. Istituì l’”Accademia Platonica” che tanto prestigio aveva goduto in Grecia e che si sarebbe rivelata decisiva per gli orientamenti del pensiero non solo in Italia ma nell’intero continente. Fondata a Firenze nel 1462 da Marsilio Ficino, per incarico di Cosimo, nella Villa Medicea di Careggi, l’Accademia era un cenacolo di filosofi, letterati e artisti, frequentata oltre che dallo stesso Ficino, da Pico della Mirandola, Poliziano, Nicola Cusano, Leon Battista Alberti, Cristoforo Landino, un giovanissimo Michelangelo nonché i più importanti esponenti della famiglia de Medici, quali Giuliano de Medici, e Lorenzo il Magnifico.
L’ Accademia diventò una grande palestra per i pensatori e gli studiosi che la frequentavano e forse nemmeno lontanamente, noi moderni, possiamo immaginare che tipo di febbre contagiò l’intellighenzia europea che vi accorreva da ogni parte d’Italia, di Francia, di Germania, d’Inghilterra.
Lorenzo figurava tra i più assidui partecipanti ai dibattiti  presso l’Accademia Platonica”. Incontri e scontri che facevano di Firenze il cuore pulsante del pensiero occidentale.
Del resto di tempo ne aveva da vendere. Sistemate le faccende politiche, che come detto si intrecciavano con i suoi affari, il suo impegno era tutto rivolto alle lettere, alla filosofia, alle arti e alla vita sociale, cui dettava tempi e modi. E fu questo a conferirgli quel titolo con cui la storia lo avrebbe ricordato e acclamato nei secoli a venire. Il titolo di Magnifico.
E’ un vero peccato non poter ammirare, nelle otto puntate della serie tv,  le grandi riunioni nella sontuosa dimora dei Medici e quanti, dotti e sapienti dell’epoca, vi partecipavano.
Siamo sicuri che la fiction sarà un bel triller, drammatico, suggestivo, incalzante, da seguire con gli occhi incollati al piccolo schermo, ma la Storia no, quella non andava tradita.

 


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