A due anni dalla scomparsa, Agrigento celebra con una mostra il talento dell’artista siciliano.

di Agnese Maugeri

Agrigento – Si è inaugurata in questi giorni alle Fabbriche Chiaramontane (FAM) di Agrigento la mostra “Ignazio Moncada Espansione del colore. Una visione mediterranea” visibile fino al 20 luglio.

image002L’esposizione, curata da Francesco Tedeschi, ripercorre i sessant’anni di attività in cui il maestro di origine siciliana ha attraversato la storia dell’arte contemporanea.

Ignazio Moncada (Palermo 1932 – Milano 2012) è stato uno dei maggiori artisti italiani del secondo dopo guerra, la sua ricerca si è fondata sullo studio del rapporto tra colore e luce, colore e spazio, creando un’astrazione che si basa proprio sulle qualità cromatiche.

Ideatore e sperimentatore di nuove tecniche pittoriche, che hanno saputo affascinare, coinvolgere e stravolgere la concezione dell’arte negli spazzi pubblici.

Milano 1982, le coperture di materiale plastico che rivestivano le impalcature per il restauro degli edifici divennero inconsapevolmente tele per un sorprendente intervento artistico, una piccola rivoluzione compiuta da Ignazio Moncada che il maggior esponente del Réalisme Pierre Rastany chiamò “Pont-Art”, un fenomeno artistico sviluppatosi tra gli anni ottanta e novanta, ancor prima che il movimento della Street-Art si consolidasse ed espandesse. In questa evoluzione visiva di nuova prospettiva dello spazio pubblico va ricordata anche la lunga “Passeggiata degli Artisti” di Albisola dove l’uso della ceramica ha una funzione scultorea e decorativa.

Sono quasi cinquanta le opere dell’artista esposte alle Fabbriche Chiaromontane in un’idea di espansione cromatica, il colore utilizzato da Moncada è istintivo, primordiale, una carica esplosiva, di luminosità che colpisce le tele, lo studio dello spazio illimitato capace di uscire oltre i confini della pittura.

Le forme astratte toccano eterogenei linguaggi d’arte dai ritmi sempre intensi, si differenziano alcune strutture sinuose e vagamente circolari che secondo il maestro sembrano “far delle piroette”, ad altre apparentemente più organizzate che tendono a motivi verticali e 10303878_10203918239905151_6479361168001548177_nseriali.

Una pittura dalle espressioni gioiose del colore che ricerca una radice mitologica, alla tradizione pittorica della critica novecentesca, Moncada affianca un linguaggio legato a epoche passate che rispecchiano la cultura fatta di spazio e luce di matrice Mediterranea.

La mostra ci propone una retrospettiva che ha inizio con la produzione giovanile svolta in Sicilia, dove però l’artista già scrutava le ricerche avanzate degli anni Cinquanta fino ad arrivare, nei primi anni Sessanta, alla conquista di una libera creazione di geometrie dinamiche.

Tra gli anni Settanta e Ottanta l’opera di Moncada si è centrata sul radicamento della terra d’origine sentita come culla della civiltà, con l’intento di rintracciare i motivi celati della cultura mediterranea, concependo la serie di “Archeologie astratte”. Successivamente negli anni Novanta l’artista si concentra sullo studio del movimento, delle dinamiche le “Danze” che esprimono una forte identità cromatica e che conducono la sua produzione all’ultima felice stagione.

e15467Il percorso attraverso le opere di Moncada effettuate soprattutto nelle città di Palermo, Parigi, Bruxelles, Roma e Milano, propone oltre a una grande quantità di dipinti presenti, innumerevoli lavori su carta, collages, fotomontaggi con interventi pittorici, bozzetti preparatori, manufatti in ceramica, oltre al famoso dipinto di 450 mq che ha costituito il primo, in assoluto, intervento pittorico su plastiche da ponteggio.

La mostra è stata organizzata dall’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento, con il patrocinio del Comune di Agrigento e della Fondazione Sicilia, le opere esposte provengono tutte dall’Archivio Ignazio Moncada di Milano che è curato e gestito dal figlio dell’artista l’architetto Ruggero Moncada.

Agnese Maugeri

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