di Katya Maugeri

Di discendenza turco-afgana, docente universitario, laureato in fisica, Roberto Mandel, fu maggiore durante la prima guerra mondiale, durante la quale venne mutilato. Molte le onorificenze assegnate come capitano al comando supremo delle forze armate, ebbe libero accesso agli archivi segreti e grazie a ciò scrisse la storia illustrata della prima guerra mondiale in sei volumi. Un’opera che riporta foto e descrizioni dettagliate della strage che colpì innocenti vite. All’inizio del regime fascista incarichi nelle corporazioni e nel partito, divenne ben presto amico di Gabriele D’Anunzio a cui dedicò un’opera biografica (Gabriele D’Annunzio, Sonzogno 1921). Venne recluso nel carcere di San Vittore insieme al figlio Gabriele, poiché in disaccordo con le leggi razziali e con la politica filonazista.

Il 1916 nacque da un’immensa maledizione vermiglia.
Due formidabili coalizioni, scese in campo nell’agosto del 1914, dopo diciassette mesi di strage inconcludente, si combattevano ancora: per terra, nel cielo, nel mare, senza che si delineasse con certezza la prevalenza d’una parte sull’altra. Accresciuti, via via dagli interventi successivi, i due gruppi contrapposti – di ben diversa estensione territoriale e demografica, ma non lontani dal pareggio delle forze operanti – comprendevano, in totale, tredici Stati d’Europa e d’Asia con le loro colonie d’oltremare. Nove Stati, cioè: Belgio, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Montenegro, Russia, Serbia, componevano l’Intesa; mentre appartenevano alla Quadruplice: l’Austria-Ungheria, la Bulgaria, la Germania e l’Impero Ottomano.mandel

Affacciandosi sul mondo grondante di sangue, tetro di lutti e di rovine, gonfio d’ira e di strage, l’anno d’angoscia scorgeva paurosi bagliori di guerra su tutti i tre continenti: Asia, Africa ed Europa, del Mondo Antico; ed anche sui mari che li bagnano. In Asia, il conflitto ardeva .lungo la frontiera turco-russa del Caucaso ed in Mesopotamia, mentre i Germano-turchi s’apparecchiavano a forzare la difesa britannica del Canale di Suez. Nel Continente Nero, gli inglesi e i Belgi marciavano all’invasione dell’Africa Occidentale tedesca, ultimo avanzo dell’Impero coloniale germanico conquistato dagli Alleati. In Europa, fornace ardente dove si dovevano decidere le sorti del mondo, la guerra insanguinava cinque scacchieri d’importanza e di ampiezza molto varie. Nello scacchiere orientale, i Russi – più volte disfatti – s’erano ritirati fino ad una linea quasi retta, che lasciando Riga nella loro mani, volgeva poi da settentrione a mezzogiorno lungo il meridiano di Pinsk. Nello scacchiere occidentale, tanto gli Alleati (Inglesi, Francesi, Belgi e Coloniali asiatici, canadesi, africani, australiani) come i Tedeschi, s’erano trincerati saldamente lungo una doppia linea ininterrotta corrente dalla foce dell’Yser alla frontiera svizzera. Anche nello scacchiere alpino, la guerra orrenda del fossato e delle siepi spinose immobilizzava il nostro Esercito, valoroso ma troppo scarso di mezzi e mal condotto perché potesse riportare successi di qualche entità sulla strenua difesa austriaca.
Nello scacchiere balcanico, i Serbi in fuga sgombravano il territorio nazionale per buona parte invaso dagli austro-tedeschi e dai bulgari; i montenegrini s’apparecchiavano alla difesa disperata e vana contro l’invasione imminente; gli italiani procedevano da Vallona verso l’Albania settentrionale; i franco-inglesi presidiavano salonicco, in territorio ellenico.Nei Dardanelli, infine, gli Alleati tenevano ancora le trincee della penisola di Gallipoli, ma l’impresa malaugurata volgeva alla fine. Sul mare, dominato dall’Intesa, la bandiera dei nemici era scomparsa. Però la Germania e l’Austria insistevano nella guerra dei sommergibili contro le flotte commerciali, tentandone la distruzione. Bilanciate le forze le forze terrestri, la conflagrazione dolorosissima aveva assunto il carattere d’una guerra logorante di blocco e d’assedio.
Gli imperi centrali – i cui impeti furibondi equivalevano a tentativi di sortita – subivano le conseguenze del proprio isolamento, via via più sensibile; mentre l’Intesa doveva conservare la continuità dei necessari traffici marittimi e l’integrità delle fronti continentali.

 
Tratto da “Storia illustrata della grande guerra 1914-1918 – parte terza –“ di Roberto Mandel

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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