Nato sulle gambette rachitiche di tanti “Silvio-boys” della prima era, pronti a cambiare bandiera per difendere l’orticello di famiglia, e sotto la riflettente mente di Angelino Alfano, il Nuovo centrodestra, non supera neanche la fase dello svezzamento. Morirà nella culla, soffocato da un rigurgito di consensi modesti e dell’intolleranza ai sondaggi fallimentari che prevedono numeri da non consentire neanche l’elezione di un consigliere di Municipalità in una media città. Colpa di un progetto politico maldestro e frettoloso e forse di un refuso tipografico: sarebbe stato meglio chiamarlo subito Nuova democrazia cristiana, cambiando l’ordine delle lettere il risultato finale non cambia.
Smarcatosi a modo suo tempestivamente da Berlusconi, come già fece Fini con i risultati noti, il tenero Angelino ha conservato la poltronissima di ministero dell’Interno, agi e privilegi non da poco, la libertà di clamorose dichiarazioni ad effetto per conquistare le prime pagine dei giornali compiacenti (un “Si stringe il cerchio intorno a Matteo Messina Denaro” fa sempre bene), perché a parlare è il massimo responsabile dell’ordine pubblico in Italia e non il rappresentante dell’ 1,chissàchecosa% del consenso elettorale.
Adesso Alfano lancia sguardi seducenti al centrista di sempre, Pierferdi Casini, perché deve riaccreditare la sua poltrona politicamente vacillante e preparassi alla prossime competizioni elettorali per tempo, altrimenti neanche il sindaco di Agrigento potrà fare, dove, per altro, sembra sia stato sconfitto abbondantemente nelle fasi del suo rampantismo berlusconiano. Insomma, cerca un centro di gravità permanente.

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi