Salvatore, pensionato settore Commercio, posò la tazzina del caffè sul piattino accanto alla coppola e si sistemò meglio sulla sedia di plastica bianca.

– ‘Sta cosa d’u bonus pì i picciriddi è brutta assai. Ci ha messo in guai che neanche vi immaginate.

– Quale bonus?

– I mille euro che danno ai bambini che nascono quest’anno.

– E di che ti preoccupi? Che pensi, che i picciriddi con i soldi ci comprano la droga e se la sucano nel biberò?

– Quanto sei cretino, Mimmo. Mi preoccupo in quanto pensionato. E pure tu ti dovresti preoccupare.

Mimmo, pensionato settore Scuola, diede un’occhiata divertita agli altri due compagni di tavolo, pure loro avanti con gli anni e ospiti fissi del Bar Progresso.

– Ci siamo, era assai che Salvatore non ci raccontava una barzelletta.

– Ma che barzelletta e barzelletta, non c’è niente da ridere. Ti ho detto che siamo nei guai.

Salvatore era troppo serio, e i tre amici attorno al tavolo appizzarono le orecchie. Ciccio, ex impiegato comunale reparto Ville e Giardini nonché catastrofista del gruppetto, mise da parte il Giornale di Sicilia del giorno prima, ridotto ormai una schifezza.

– Lo dicevo io, troppa calma c’era. Che è successo?

Salvatore diede un’occhiata circolare agli amici.

– Non è successo ma succederà. Una cosa gravissima.

La faccia di Mimmo diventò di un bel rosa-iperteso. – Che cosa, succederà?

– L’INPS dovrà sistemare i conti.

– Che vuoi dire?

– Voglio dire, lo sapete quanti bambini si fanno in Italia?

– Pochi se ne fanno, pochi – rispose con un sospiro Vincenzo, carrozziere pensionato, tre figli sposati nessuno dei quali gli aveva ancora dato un nipote.

Salvatore alzò l’indice: – Pochi per modo di dire. Pure i bambini che nascono agli immigrati col permesso di lavoro devi contare. Vai a fare la moltiplicazione, a mille euro a picciriddu una montagna di piccioli è.

– E va bene, ma che problema c’è ? Voglio dire, e noi che c’entriamo? – chiese Mimmo.

– Ora ci arriviamo. I soldi chi li tira fuori?

– L’INPS, l’hai detto prima.

– E in che condizioni è l’INPS? Come sta a piccioli?

– Malissimo, l’altro giorno su Repubblica c’era un artic… – tentò di rispondere Ciccio, che leggeva tutti i giornali su cui riusciva a mettere le mani gratis.

– Fermati Ciccio. Quindi l’INPS a soldi sta malissimo. E allora tutti questi euro da dove li recupera?

– Minchia ci tagliano la pensione? – chiese terrorizzato Vincenzo, che con la sua aiutava la famiglia del disoccupatissimo figlio minore.

– La pensione no, ma per tagliare… tagliano.

– E che ci tagliano, questa grandissima e riveritissima…? – sbottò Mimmo, adesso di un rosso acceso che contrastava splendidamente con i capelli candidi.

Salvatore abbassò la voce e si protese verso gli amici.

A noi ci tagliano. Ci eliminano. Anzi, ci fanno eliminare.

I tre rimasero a bocca aperta. Salvatore si guardò alle spalle e continuò a voce ancora più bassa.

– Un amico del cognato di un mio nipote, che lavora alla sede dell’INPS di Roma, ha detto che hanno in programma un bonus per i pensionati. Si sa già quanto: diecimila euro. Pure il nome è pronto, lo chiameranno “CiaoNonno”.

Scoppiò il casino.

– E questa brutta notizia è? Minchia mi avevvi fatto preoccupare!

– Magari vulissi ‘u Signuri! Lo dicevo io che Renzi…

– Diecimila euro un anno di pensione, sono! Notizia bellissima!

Salvatore alzò la mano: – Notizia bellissima, ma per gli eredi.

Zittirono tutti.

Salvatore appoggiò i gomiti sul tavolo, si protese ancora di più e riprese a parlare con un filo di voce, obbligando gli altri a far convergere le rispettive teste orientate secondo l’orecchio migliore.

– Il bonus viene pagato solo se uno muore, agli eredi legittimi. Pare che funzionerà come l’altro bonus: nel caso dei bambini fanno un bando per l’anno X, e danno i soldi ai genitori dei picciriddi che nascono in quell’anno; nel caso dei pensionati, fanno pure un bando per l’anno X, e i soldi li danno agli eredi dei pensionati che muoiono entro l’anno.

– E va bene, sempre una bella notizia, è – fece Mimmo. Vuol dire che prima o poi, fra cent’anni… sono soldi che andranno alla famiglia, io contento sono.

– E chi glielo assicura ai parenti che il bando lo fanno ogni anno? E poi, se a quelli i soldi gli servono subito…?

Mimmo guardò gli altri due, poi Salvatore.

– Che vuoi dire, non lo capisco.

– Nemmeno io – fece Vincenzo.

– Io sì – disse Ciccio improvvisamente pallido. – Ai nostri parenti…

– Bravo Ciccio – disse Salvatore. – Ai nostri parenti gli può venire l’idea di fare in modo di ereditare i diecimila euro al più presto possibile.

– Miiii… – Veroooo – fecero insieme Vincenzo e Mimmo, mentre il primo impallidiva come Ciccio e l’altro virava al violaceo.

Ciccio alzò la mano. – Però a mio nipote Carmelo conviene che rimango vivo, Salvatore. Gli passo mezza pensione mia, e quindi diecimila euro glieli do in… – si bloccò nel tentativo di fare il calcolo, poi ci rinunciò – Insomma glieli do in poco tempo.

Salvatore lo guardò con intenzione: – Ma tu hai un altro nipote a Milano, e a lui soldi non gliene dai, giusto?

– Soldi a quello? Ma neanche se… un delinquente, è. Per mille euro si venderebbe sua madre.

– E però è pure lui erede tuo. E visto che “per mille euro si venderebbe sua madre”…

Ciccio ammutolì per qualche secondo, colpito. Poi chiese: – Sentite io con i conti non sono bravo, ma perché l’INPS dovrebbe buttare tutti ‘sti soldi?

Gli altri invece con i conti erano bravi, e attaccarono a spiegare tutti insieme.

Alla fine Ciccio capì che per l’INPS sarebbe stato probabilmente un buon investimento: se fosse partita la caccia al parente pensionato, con soli diecimila euro a botta avrebbe cancellato dai ruoli chissà quanti maledetti disgraziati capacissimi di campare decine d’anni a spese sue.

Tutto sommato, si sarebbe trattato solo di una specie di “incentivo all’esodo” dato però non agli esodati, ma agli esodanti.

“Ciao Nonno”, appunto.

Al bar Progresso i quattro non si sono più visti. Si telefonano spesso, ma non escono di casa nemmeno per – anzi, soprattutto per non – incontrare i parenti.

Passano le giornate davanti alla televisione, in attesa che un telegiornale chiarisca la faccenda del bonus CiaoNonno.

Vagli a dare torto.

 

Carlo Barbieri

 

PS: qualora questa storiella facesse venire qualche strana idea all’INPS, faccio notare che la convenienza economica non è poi tanta: il bonus “CiaoNonno” andrebbe pagato anche agli eredi di quelli che lasciano questa vita per cause naturali, e in questi casi costituirebbe una spesa senza contropartita che appesantirebbe i conti dell’Istituto. Meglio pensarci bene.

E poi, non facciamo scherzi per favore: sono pensionato anch’io, e con un figlio unico che non dovrebbe dividere con nessuno…

C.B.

Scrivi