di Graziella Nicolosi

“Se dovessi definire il ruolo del Segretario di Stato, userei le parole del cardinale Agostino Casaroli, che per più di un decennio ricoprì questo incarico: ‘è il martirio della pazienza’ ”. Parte da qui il racconto del cardinale Tarcisio Bertone, ospite ieri dell’università catanese per presentare il suo volume “La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato”, pubblicato dalla Libreria editrice Vaticana.

Il testo riunisce interventi, discorsi e scritti del cardinale Bertone nel suo servizio di segretario di Stato, svolto dal 2006 al 2013, a cavallo fra i pontificati di Papa Benedetto XVI e Papa Francesco.

20150116_181237Dell’attuale Pontefice è la prefazione al volume, in cui Bergoglio spiega la sua idea di attività diplomatica, che dovrebbe tendere all’ “l’utopia del bene”, per “consolidare quella fraternità presente nelle radici della famiglia umana e da lì chiamata a crescere per dare i suoi frutti”.

Il volume raccoglie 43 interventi di Bertone, scritti dal settembre 2006 al giugno 2013 e suddivisi in sette parti (La Santa Sede nella Comunità delle Nazioni; Diplomazia e diplomatici pontifici; Costruire condizioni di pace; La dignità umana fondamento dei diritti; Una garanzia internazionale alla libertà religiosa; Solidale condivisione per lo sviluppo dei popoli; l’Europa in cammino verso l’unità). Seguono due appendici dedicate rispettivamente ai messaggi pontifici inviati a nome del Papa dal cardinale segretario di Stato, e ad alcuni testi redatti da Bertone nel periodo che precede l’inizio del suo ministero episcopale.

L’incontro catanese, coordinato da Rosario Sapienza, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e docente di Diritto internazionale ed europeo presso l’Università di Catania, ha visto anche la partecipazione del Rettore dell’Ateneo catanese Giacomo Pignataro e di Vincenzo Buonomo, ordinario di Diritto internazionale presso la Pontificia Università Lateranense e curatore della pubblicazione.

Il Rettore, nel suo intervento di saluto, ha sottolineato l’importanza di “lavorare per la salvaguardia dei diritti e delle libertà di tutti, in un momento di forti scontri nello scenario internazionale”.

Concetto ribadito da Bertone, secondo cui “le dichiarazioni universali che garantiscono i diritti fondamentali sono alla base della convivenza civile”.

Il cardinale ha ripercorso la sua esperienza ministeriale, a partire dalla vocazione salesiana maturata nella sua zona di origine (Ivrea), proseguendo con gli studi in Teologia morale e Giurisprudenza, l’insegnamento universitario e l’esperienza di vescovo a Vercelli, e più tardi a Genova. Quindi gli incarichi di presidente della Commissione ecclesiale Giustizia e pace, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, e poi, per sette anni, segretario di Stato.

Bertone ha illustrato i suoi viaggi pastorali in circa 150 diocesi del mondo, e in particolare i 5 viaggi a Cuba, in cui ha avuto modo di incontrare Fidel e Raoul Castro. Non ha risparmiato gli aneddoti, come “l’omaggio di rum e sigari” da parte dell’anziano leader cubano, e “la sua richiesta di ricevere alcuni libri di Papa Benedetto XVI su cui meditare”. L’ultima visita del cardinale a Cuba risale al dicembre 2014, appena pochi giorni prima che venisse annunciata la ripresa dei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti. A tal proposito, Bertone ha parlato di “aperture reali e importanti, verso cui però bisogna avere molta pazienza”.

Proprio la pazienza è, secondo il porporato, una qualità essenziale dell’attività diplomatica, con cui si tessono rapporti discreti e nascosti, i cui frutti, spesso, si vedono dopo molti anni. Il caso di Cuba, in cui la mediazione del Vaticano è stata determinante, ne è un chiaro esempio.

Il professor Vincenzo Buonomo, curatore del volume, ha sottolineato che “La Santa Sede ha rapporti diplomatici con ben 180 Paesi, ed è protagonista indiscussa nella costruzione di norme e documenti internazionali, e nello sviluppo dei diritti fondamentali della persona”. Un ruolo che va ben al di là del suo limitatissimo territorio.

Sollecitato dalle domande dei cronisti al termine dell’incontro, Bertone ha commentato anche la  prossima nomina a cardinale dell’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro. “È un dono di Papa Francesco alla Sicilia, un dono al mondo mediterraneo, di cui la vostra terra è una porta aperta”, ha detto.

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