Passava il tempo e il nome di Crocetta sembrava caduto nell’oblio, di lui si parlava sempre di meno anzi quasi niente, sembrava ci fosse quasi una strategia apposita tesa a farci dimenticare del governatore siciliano e dei suoi pasticci, probabilmente nella speranza di arrivare alle nuove elezioni senza nuovi e roboanti clamori. Chi e perché abbia messo in atto questa strategia è facilmente intelligibile anche ai meno arguti.

Ma purtroppo o per fortuna alla fine i nodi vengono al pettine e se non sei un amministratore capace e continuano a tenerti nel posto più delicato e importante della Sicilia, politicamente parlando, anche se non fai niente per non procurare guai, quel non fare niente può essere ugualmente scaturigine di danni. E così è successo e il nome di Rosario Crocetta è di nuovo su tutte le pagine dei giornali e ancora una volta non per essersi distinto come amministratore modello di questa sventurata Isola. Tutt’altro.

IL FATTO

Il maestoso Castello Svevo di Agusta è a rischio crollo, perché la Regione negligentemente lo ha lasciato in stato di abbandono senza provvedere alla manutenzione a cui era tenuta. Per questo Crocetta, unitamente ai dirigenti regionali Gaetano Pennino, Rino Gigliola, Sergio Gelardi e Gesualdo Campo, è stato indagato dalla Procura di Siracusa per omissione di atti d’ufficio, danneggiamento del patrimonio archeologico e artistico e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina.

La Procura aretusea è certa che lo stato di rovina in cui versa il Castello Svevo è riconducibile alla cattiva gestione regionale: “Il castello è a rischio crollo e la grave situazione è dovuta esclusivamente alla mancata manutenzione e all’abbandono del monumento da parte della Regione Siciliana”, dichiara la Procura.

Infatti continua la Procura “la regione quale ente proprietario dell’edificio ha l’obbligo di manutenzione e non la discrezionalità essendo il bene di notevole importanza storico monumentale vi è il vincolo costituzionale della tutela del patrimonio artistico, con le relative conseguenze penali e civili in caso di inadempienza”.

L’indagine è partita da una denuncia dell’associazione Italia Nostra che aveva segnalato gravi danneggiamenti strutturali del Castello, “danneggiamenti riscontrati, – riferisce la Procura di Siracusa – dagli accertamenti dei Carabinieri, delegati alle indagini. I mancati interventi, relativi al pericolo di crollo della struttura hanno creato un grave rischio per l’incolumità pubblica e si è reso necessario il provvedimento di sequestro, anche per la sicurezza personale dei turisti, visto che potrebbe crollare da un momento all’altro”.

Al sequestro hanno provveduto i Carabinieri del Nucleo Tutela del patrimonio culturale di Siracusa su disposizione del Gip Michele Consiglio. Il castello è stato affidato dal Gip alla giudiziale custodia del soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Rosalba Panvini.

Siccome l’inerzia della Regione va avanti da tempo, nell’indagine è stato coinvolto anche l’ex governatore Raffaele Lombardo.

castello alto

Il Castello Svevo, di altissimo valore artistico-culturale, unitamente al Castello Ursino di Catania e al Castello Maniace di Siracusa va a completare la triade delle architetture volute da Federico II di Svevia. La costruzione, progettata dall’architetto Riccardo da Lentini, iniziò nel 1231 e fu portata a compimento nel 1242.

 

La fortuna della nostra Sicilia è costituita prevalentemente dal bellissimo patrimonio paesaggistico e culturale, ma questo, invece, non solo non viene valorizzato a livello turistico ma addirittura viene lasciato deteriorare dai nostri amministratori fino a farne rischiare il crollo, causando altresì un pericolo per l’incolumità pubblica. Le responsabilità oltre che penali e civili sono sociali e sono indice di una totale incapacità ad amministrare, pertanto il gesto minimo dei responsabili di codeste scelleratezze, che dovrebbe avvenire senza un attimo di esitazione, sono le dimissioni.

Vincenzo Adalberto

 

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