Il Catania calcio ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport contro la penalizzazione inflitta dalla Corte Federale d’Appello della Figc. Questa la nota diffusa dal Coni: “Il Collegio di Garanzia dello Sport ha ricevuto un ricorso della società Catania Calcio S.p.A. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.), la Procura Federale della F.I.G.C., nonché nei confronti della società Virtus Entella s.r.l., per l’annullamento e/o la riforma della decisione della Corte Federale d’Appello della F.I.G.C. (pubblicata sul C.U. n. 024/CFA del 16 settembre 2015). Nella sentenza, in parziale accoglimento del ricorso proposto dalla stessa società ricorrente contro la decisione di primo grado, sono state rideterminate le sanzioni a carico del sodalizio etneo nella retrocessione all’ultimo posto del Campionato di Serie B 2014/2015 (confermata rispetto al primo grado) e nella penalizzazione di nove punti in classifica, da scontarsi nel Campionato di competenza della stagione sportiva 2015/2016 (ridotta rispetto ai dodici punti di penalizzazione statuiti dall’organo di prime cure), oltre ad un’ammenda pari ad euro 150.000 (a sua volta confermata rispetto al primo grado), a titolo di responsabilità diretta in ordine alle violazioni ascritte al Presidente e legale rappresentante della società medesima (Antonino Pulvirenti) ed all’amministratore Delegato (Pablo Gustavo Cosentino). La società ricorrente chiede che venga accertata e dichiarata l’illegittimità della suddetta decisione della Corte Federale d’Appello FIGC e, per l’effetto, che ne sia disposto l’annullamento, con integrale cancellazione delle sanzioni a carico della stessa società Catania Calcio. In subordine, che sia contenuta la punizione nei confronti del club etneo entro i limiti indicati nella richiesta in primo grado dalla Procura Federale (cinque punti di penalizzazione e nessuna ammenda) ovvero, per gradazione, che sia ridimensionato il provvedimento disciplinare medesimo (penalizzazione e/od ammenda) nella diversa misura ritenuta di giustizia. La società ricorrente chiede, da ultimo, che siano annullati e/o riformati tutti gli atti presupposti, conseguenti e/o comunque connessi alla gravata pronuncia”.

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