CATANIA –  Scrittore, sceneggiatore, regista. E ancora, di lui potremmo dire : conoscitore, sognatore, grande oratore. Poliedrico, come poliedriche e avvincenti sono le trame dei suoi racconti, come la trama del film che da maggio verrà distribuito nelle sale italiane. Massimiliano Russo, autore de “ I racconti dell’albero rosso”,  fondatore del la Change of He (Art), sarà quest’anno protagonista di una bella pagina del cinema indipendente con l’imminente uscita del film “Transfert” di cui è regista e sceneggiatore. Un tassello importante nella carriera di questo giovane artista catanese, che già dall’età di 14 anni si misura con la realizzazione di cortometraggi, e che ha il vanto di non aver mai abbandonato la sua terra per inseguire la chimera della fortuna all’estero.

–              Lavorare in “patria”, soprattutto oggi, non è facile: cosa l’ha spinta a non tentare la sorte altrove?

“ In Europa le possibilità di successo sono facilitate da finanziamenti che ti permettono di realizzare un film in totale serenità. In Italia e soprattutto in Sicilia purtroppo, se sei un giovane regista esordiente nessuno ti da una mano a livello economico. Si preferisce finanziare Belen, a scapito di sceneggiatori in erba. Il mio film è autoprodotto, proprio per scampare ai diktat delle case produttrici, e non ha ricevuto aiuti esterni. Ma essendo un film di dialogo, con azione limitata,la realizzazione è stata semplificata.  Sono rimasto a Catania perché questa è una terra che offre una moltitudine di artisti e location incredibili. Una tavolozza di paesaggi introvabili altrove. La Sicilia è un set naturale, e oggi vanta una vastissima gamma di professionisti”.

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–              La sua passione, quindi,  legata indissolubilmente alla Sicilia, ha fatto di lei un  regista, scrittore e sceneggiatore completo. Come riesce a conciliare questi ruoli?

“ E’ come se tutto fosse legato da un unico filo. Io nasco come scrittore, la sceneggiatura e la regia sono una conseguenza, il bisogno profondo di realizzare quello che scrivo. La regia è il più potente mezzo che conosca per dar voce ai miei pensieri. E’ un mezzo di conoscenza, un mezzo di divulgazione. Ultimamente sono rimasto molto colpito dalla storia di un famoso medico e scienziato americano, che in seguito alla visione di Jurassik Park, ha studiato negli anni il modo per poter ricreare in laboratorio specie estinte, e oggi a quanto pare vi è molto vicino! L’input per questa fenomenale scoperta deriva dal cinema, ed è così praticamente ogni volta che ci approcciamo con una nuova pellicola, può darci tante risposte ma fa scaturire in noi tante domande, che sono sempre il buon inizio della conoscenza”.

–              Quindi è questo che dobbiamo aspettarci dal suo ultimo film “Transfert”?  Un mondo inesplorato che aprirà le menti degli spettatori?

 “Ogni mio film scaturisce da una ricerca, non è solo intrattenimento. Peccherei di presunzione se volassi così in alto battezzando il mio film a pozzo di scienza, ma devo dire che c’è un ampio studio dietro la trama, che si sviluppa nell’ambito della psicologia e della psicoterapia, da qui appunto il titolo TRANSFERT. Il protagonista di questo triller psicologico è un giovane psicoterapeuta che dovrà confrontarsi con pazienti abbastanza “particolari”. Non posso svelare gli elementi cruciali della trama, ma da poco abbiamo fatto una proiezione privata ed è stata molto apprezzata. L’inesperienza dello psicoterapeuta si scontrerà con dinamiche psicologiche molto avvincenti. E non mancheranno i colpi di scena…”

–              Il suo film verrà distribuito sul territorio nazionale e dovrà rapportarsi con la dura realtà del cinema indipendente…

“ SI,non è facile autoprodursi, tutto diventa una sfida. E’ una sfida tenere coeso un gruppo che lavora con te senza scopo di lucro, è una sfida motivarli e motivarsi nonostante le limitazioni, e’ una sfida aver visibilità avendo pochi mezzi a disposizione per usufruire della pubblicità. Inoltre, il cinema vive un periodo di fioritura estrema, il che rende ancor più difficile l’inserimento di un esordiente. Ma nonostante tutto voglio essere fiducioso, se non credi in quel che fai è inutile farlo”.

–              Crede nell’ausilio del web per la divulgazione del film?

“Il web è un’arma a doppio taglio. Sicuramente è un ottimo canale di divulgazione di massa, lo spettatore medio usufruisce allegramente della possibilità di vedere in streeming un film gratis, senza valutare però il danno che purtroppo si causa a lungo andare alla fabbrica cinematografica. Bisognerebbe regolamentare maggiormente l’uscita dei film nel web, affinchè ci siano remunerazioni più consistenti che tengano in vita questa macchina”.

–              Un’ultima domanda:, con l’augurio  ch il suo  film possa ottenere i risultati sperati: cosa consiglierebbe a chi si  affaccia al mondo della regia?

“ Il segreto sta nell’investire nelle idee. Se hai una storia vincente, se lo scheletro del tuo film è robusto, il resto verrà da se. Sceneggiatura e attori. Queste sono le chiavi di volta che aprono lo scrigno di un film. La fotografia, i costumi, la location, e gli altri elementi che compongono la pellicola sono altrettanto importanti, ma se non hai una storia avvincente e un buon attore che la interpreti non vai da nessuna parte”.

Nicoletta Castiglione

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