di Mariagrazia Miceli

CATANIA. I ricordi sono emozioni che vibrano nell’animo. L’etimologia stessa lo dice: re + cor/cordis= cuore ovvero “richiamare al cuore” quella emozione provata. Per questo essi sono la chiave di lettura della raccolta antologica “Il colore dei ricordi” della scrittrice Rossella Campisi, presentata il 16 giugno nella sala conferenze del Castello di Leucatia.

Consta di otto racconti brevi che mettono in luce le diverse sfumature di un ricordo, filo conduttore di tutto il libro. “Si tratta di momenti unici che rievocano il passato, trasformano il presente e accompagnano il nostro futuro. Avvenimenti più o meno belli rimasti sopiti nel profondo dell’anima e che si risvegliano improvvisamente richiamando alla mente fatti della propria esistenza persi ormai nella nostra memoria. È proprio questo il loro potere, ricostruire episodi che hanno suscitato forti emozioni oppure sotterrare quelli che fanno ripensare a vissuti spiacevoli”, afferma l’autrice nella prefazione.

Presentazione Il colore dei ricordi“Il libro costituisce la metafora della vita, perché i ricordi non sono altro che pezzi di essa”, ha dichiarato nel suo intervento Mariagrazia Distefano, pedagogista clinico. Al tavolo dei relatori, oltre alla scrittrice, anche il giornalista Antonio Nicolosi e Santo Privitera, presidente del Centro Culturale “V. Paternò-Tedeschi”, che ha moderato l’incontro.

La “capacità comunicativa non comune della scrittrice, che veicola messaggi di speranza nonostante racconti apparentemente ombrosi” – così è intervenuto Nicolosi – è stata poi messa in luce grazie all’interpretazione dell’attrice Liliana Biglio nella lettura di alcuni stralci dell’opera. Qui, in un cammino coinvolgente ed emozionale, sono trattate tematiche forti ed attuali identificabili già dai titoli: “Con gli occhi di un bambino”; “Innocenza violata”; “Profumo di donna”; “L’ultimo respiro”; ” Lacrime sul cuore”; “Crudele Amore”; “Giochi del fato”; “La culla di vetro”.

Rossella Campisi“Ho scritto nel giro di due anni questi otto racconti, ma è grazie alla partecipazione nel febbraio 2015 al Premio Letterario Nazionale “Calliope” che il primo di essi, “Con gli occhi di un bambino”, è stato premiato come opera meritevole di pubblicazione”, ha raccontato la Campisi. “Non mi sento una scrittrice, ancora lo devo diventare. Voglio solo veicolare dei messaggi positivi. Scrivere mi rende felice, è qualcosa che sento dal profondo. Ho iniziato da piccola, nei diari con i lucchetti che ci regalavano per la Comunione, ma da allora la passione per la scrittura è cresciuta sempre più finché una mia amica mi ha spinta a ‘tirar fuori dai cassetti’ i miei scritti e partecipare a vari concorsi letterari. E ora sono qui a presentare il mio libro ed ho in cantiere altri racconti brevi, un romanzo ultimato e altri due romanzi  in corso d’opera”.

Insegnante di scuola primaria e madre di tre figlie, la scrittrice di Tremestieri Etneo con una laurea in Pedagogia, ci tiene a dare un messaggio ai ragazzi: “ascoltate i nonni, perché hanno tanto da raccontare!”.

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