Mettiamo i puntini sugli “i”. A scanso di equivoci, a proposito del precedente mio Il congiuntivo? Un affare di cuore, non di Eco-logica e di alcune reazioni di lettori e amici.

Assioma n. 1. Chi parlando e scrivendo adopera i congiuntivi si contraddistingue certamente come persona colta.

Assioma n. 2. Usare i congiuntivi fa bene alla salute intellettuale (e mentale) di chi li adopera, li legge e li coglie in bocca agli altri.

Assioma n. 3. Chi alterna congiuntivi e indicativi secondo i contesti, certamente non sbaglia, né per questo si rivela persona incolta. Così fan tanti(ssimi), da secoli. A partire dal Padre della lingua italiana. E un rinomato linguista ha potuto mailarmi dantescamente: «Credo che tu abbia ragione e che hai proprio fatto centro».

Assioma n. 4. Leggere e meditare i poeti, è sempre salutare per scoprire territori su cui magari non si è osato spingersi, per es.

Tempi andati

Cosa vuoi che è, // non voglio che / ti senti / a disagio, //se vuoi te lo prendo io / non ci sarebbe problemi, // basta che tu / non mi dici sempre / questa cosa / arcana / del / congiuntivo.//

(Federico Maria Sardelli [1963–] Tutte le Proesie (sic!) (una più, una meno), Mario Cardinali editore, 2014, n. cci, p. 232).

 Assioma n. 5. L’uso alternante di indicativo/congiuntivo da parte dei parlanti non pone problemi in quanto la grammatica (inconscia, interiorizzata) dei nativofoni è semplice, coerente, adeguata. «Complicata è la cosiddetta grammatica dei grammatici, non la grammatica dei parlanti» (E. Coseriu 1967).

Assioma n. 6. Stando alla grammatica scolastica, il congiuntivo dipendente è il modo della incertezza, del dubbio, della soggettività. Ma tale teoria, tradizionale e plurisecolare, è tuttavia contraddittoria e inadeguata di fronte agli usi dei parlanti, colti o incolti (che siano). I contro-esempi sono infatti molteplici, e non solo in italiano. Più semplice, coerente e adeguata la teoria della variazione sociolinguistica (stilistica) del congiuntivo formale che può alternare informalmente con l’indicativo. E ora anche nelle frasi principali (A loro va [“vada”] tutta la mia riconoscenza; A ognuno di loro va [“vada”] il nostro ringraziamento; Chi più ne ha più ne mette [“metta”]; Chi apre chiude [“chiuda”] la porta, ecc.)

Assioma n. 7. L’ipotesi teorica tradizionale del congiuntivo modo dell’incertezza grava spesso come un macigno sul modo di parlare degli stessi parlanti colti. Per cui il parlante si impone di dire “Io credo che Dio esistE” (all’indicativo) dubitando della buona fede di chi dice invece “Io credo che Dio esistA” (al congiuntivo). Lo stesso parlante all’indicativo magari liberamente e informalmente alternando – senz’alcuna incrinatura di fede – con l’indicativo. E da qui anche casi di “congiuntivite”, di uso cioè innaturale, forzato, di congiuntivo al posto del più normale indicativo, come per es. nell’art. di un colto giornalista: «Tarquinio fa bene a fare ciò che fa, a scrivere ciò che ritenga [= “ritiene”] giusto scrivere».

Assioma n. 8. L’ipotesi tradizionale del congiuntivo (presunto) modo dell’incertezza si può rivelare anti-educativa, anzi “pericolosa”. Nel corso di un test linguistico nella scuola dell’obbligo, più di un bambino ha sostenuto che la frase “sebbene piova, esco” indica che “non piove”! E “non piove”, perché la frase è al congiuntivo, modo dell’incertezza, ha commentato l’alunno.

Quale possa essere la decisione da prendere per i genitori i cui figli abbiano la ventura di simili esempi di insegnamento grammaticale, lasciamo naturalmente l’iniziativa agli interessati.

A proposito dell'autore

Docente di linguistica generale all'università di Catania

Salvatore Claudio Sgroi, ordinario di linguistica generale (Università di Catania), è stato pres. del corso di laurea in "Culture e linguaggi per la comunicazione", fa parte della direzione del "Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani", del comitato di redazione "Le Forme e la Storia", e collabora a importanti riviste italiane e straniere di linguistica. È autore di circa 400 saggi e di numerosi volumi, tra cui i più recenti sono Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica dalla parte del parlante, UTET 2010; Scrivere per gli Italiani nell'Italia post-unitaria, Cesati 2013; Dove va il congiuntivo? Il congiuntivo da nove punti di vista, UTET 2013.

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