di Graziella Nicolosi

1CATANIA – Da uomo grigio, apatico e rinunciatario, a vero e proprio “investigatore”, deciso a svelare il mistero delle lettere ritrovate per caso nell’ufficio postale in cui lavora. È la storia di Stefano, il protagonista del primo romanzo di Santino Mirabella, magistrato catanese e artista poliedrico. “Storia del postino che volle farsi posta” (Edizioni Terre Sommerse)  è l’enigmatico titolo del volume, che è stato presentato  nel teatro “L’istrione”. Pungolato dalle domande del giornalista Daniele Lo Porto, segretario provinciale dell’Assostampa,  il sindacato unitario dei giornalisti italiani, Mirabella ha raccontato la genesi del libro, scritto già nel 2006 e poi lasciato in un cassetto, “perché sopraggiungevano sempre altri libri che con forza mi chiedevano di essere pubblicati”.

Premiato già nel 2011 come inedito ad un concorso di letteratura, il primo romanzo del magistrato catanese è arrivato solo adesso in libreria, pronto per svelare ai lettori la storia di un cambiamento. Quello di un uomo, Stefano, che si appassiona come mai nella sua vita ad un obiettivo,  e finisce per identificarsi con le vicende del soldato Federico che, durante la guerra, scriveva alla donna amata. Il contenuto di quelle lettere, finito chissà come nello sgabuzzino del suo ufficio postale, diventa l’unica ragione di vita del postino, “che si innamora di un amore mai conosciuto”.

Secondo la definizione di Daniele Lo Porto, il romanzo è “un giallo dei sentimenti, o forse una lunghissima poesia”, scritto con una attenzione non comune alle parole, ricercate ed evocative.

Il libro è dedicato “a tutti coloro che vogliono possedere l’amore che detengono”. Amore inteso dall’autore a 360 gradi, “perché ognuno ha le sue passioni, spesso tralasciate o addirittura dimenticate nel tran tran quotidiano, come dimenticato era il sacco delle lettere di Federico”. Tocca a ciascuno di noi recuperare il proprio carico di interessi e dargli il giusto peso, come ha fatto il magistrato catanese con il suo amore per la scrittura. “Da quando gli ho dato una valvola di sfogo – ha confidato – ho rasserenato la mia esistenza”.

Ai colleghi che, scherzando, gli chiedono come faccia a trovare il tempo per dedicarsi alla scrittura, Mirabella risponde con altri due volumi in fase di gestazione: un audiolibro che raccoglie alcuni suoi brani letti da attori catanesi, e un volume sull’isola Ferdinandea. Il primo uscirà prima dell’estate, il secondo entro l’inizio del 2016.

Ora però è il momento di concentrarsi sulla “Storia del postino che volle farsi posta”, di cui l’autore giustamente  non vuole svelare il finale, preannunciando solo che la vicenda rimane in sospeso. Il perché è presto detto. “Nella vita, a differenza di certi romanzi, non tutto torna al suo posto, non tutto trova un senso. Se ci sforzassimo di dare una spiegazione ad ogni cosa, dovremmo accettare l’idea di scrivere bugie. Che potrebbero essere forse consolatorie. Ma sicuramente non sarebbero vere”.

 

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