È ufficiale, Benito Mussolini s’è iscritto al Pd, ma i nostalgici del Duce non devono preoccuparsi perché non si tratta di un rimpianto postumo (in tutti i sensi) di Mussolini, giacché questi, com’è noto, ha iniziato la sua carriera politica nel Partito Socialista, ma di un esperimento effettuato da Il Giornale per dimostrare la facilità con cui ci si può tesserare nel Partito Democratico.

Il giornalista Andrea Cuomo spiega in un articolo com’è riuscito a iscrivere al Pd, nientedimeno che il fondatore del fascismo, Benito Mussolini. È stato sufficiente seguire la procedura online e pagare la somma di 15 euro, dimostrando così la fallacia del sistema che consente il proliferare di tessere facili e fasulle e lasciando immaginare cosa sia accaduto in occasione delle primarie del Pd con i Rom in fila a votare.

È stato un gioco da ragazzi, scrive Cuomo, il form è stato compilato in soli quattro minuti, gli unici controlli da superare sono stati i codici CAPTHA (i codici alfanumerici distorti da digitare per dimostrare che alla tastiera c’è un essere umano e non un computer) e la sottoscrizione di responsabilità di quanto dichiarato dall’iscritto. La sezione prescelta è stata naturalmente Predappio, come residenza è stata indicata Piazza Venezia 1, Roma, il numero di telefono e quello della carta d’identità sono stati inventati, mentre l’anno di nascita del Duce è stato postdatato dal 1883 al 1983, grazie al quale è stato possibile generare un codice fiscale attendibile.

Fornendo un’email veritiera Il Giornale ha potuto cambiare la password temporanea modificandola in Faccettanera, e infine l’iscrizione è stata ultimata pagando con carta di credito la somma di 15 euro, il minimo previsto. Il sistema ha autorizzato e inviato un’email di conferma dal seguente testo.

“Gentile Benito Mussolini, questa email ti viene inviata a seguito del completamento del tuo tesseramento online al Partito Democratico” .

All’email vi era allegata la tessera digitale temporanea con relativo numero di serie (99982014|15605173) che reca la firma del segretario nazionale, ovvero: Matteo Renzi.

Con buona pace dei nostalgici del Duce e dei militanti del Pd, l’iscrizione varrà solo per il 2014 e Il Giornale non intende rinnovarla, l’esperimento è riuscito!

Fonte foto. ilgiornale.it

Salvo Grasso

A proposito dell'autore

Nel 1990 si appassiona al giornalismo grazie a due film: “Tre colonne in cronaca” e “Una fredda mattina di maggio” in cui Sergio Castellitto interpreta la parte di un giovane ma coraggioso giornalista alle prime armi. L’amore per il giornalismo lo porta, già a 20 anni, a scrivere per La Sicilia, dove impara i rudimenti del mestiere occupandosi particolarmente di sport. Grazie agli studi in Scienze Politiche si avvicina alla politica e alle tematiche sociali di cui ha scritto per diversi giornali online.

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