CATANIA – La Catania di molti anni fa, strade libere dal caos quotidiano, in cui camminare e incontrare la gente era uno scambio costruttivo, e stimolante, un’epoca in cui parlare senza fretta, assaporare il gusto del cibo, guardare le meraviglie che la città offriva, erano rituali di uno stato di benessere, nonostante un contesto storico difficile. Ed è in questo scenario che dei giovani pieni di sogni, di forza di volontà lavoravano per portare avanti dei progetti, degli ideali. Erano gli anni ’50, era il periodo in cui il giornalismo, 5quello vero, quello autentico aveva odore di inchiostro e di carta. È stato proprio questo il tema affrontato ieri alla conferenza “Il giornalismo catanese ai tempi del Corriere di Sicilia”, svoltasi presso la Libreria “Catania Libri” che ha aperto la 1^ edizione del Premio Letterario “Tito Mascali” e del Premio Giornalistico “Raccontare Catania”, istituiti dall’Associazione “Gabriele d’Annunzio” con il patrocinio dell’Assostampa di Catania per ricordare la figura del poeta e giornalista catanese Tito Mascali, apprezzata e prestigiosa firma dello storico quotidiano degli anni ’60 Corriere di Sicilia. Alla conferenza, erano presenti i nomi storici del giornalismo catanese: l’on. Enzo Trantino, Aldo Motta e Antonio Di Paola, coordinati dal segretario provinciale Assostampa Catania, Daniele Lo Porto, e dal presidente dell’Associazione “Gabriele d’Annunzio”, Antonio Iacona, il quale ha inaugurato l’incontro parlando della Catania degli anni cinquanta “era presente una fucina letteraria, di giornalismo, di poesia, spinta dalla passione, dall’amore per la cultura nonostante un contesto storico difficile”, ricordando suo nonno, Tito Mascali, poeta e giornalista per il quale ha istituito un premio letterario, per ricordarlo per rendere eterno il suo nome e il suo ricordo. “Stasera – ha detto Trantino – state vivendo le emozioni di una città che era meravigliosa, piena di vita, con odori, colori e umori unici. Una Catania che vantava giornalisti di primissimo ordine”.  Di Paola ricorda la genesi e l’evoluzione del Corriere di Sicilia affermando che Tito Mascali rappresentava una delle colonne del giornalismo perché amava il suo lavoro, il suo entusiasmo e la sua passione erano motivo di orgoglio e di coinvolgimento per coloro che lavoravano accanto a lui. “La storia viva di un pezzo di Catania finito, perché lo stile, la cultura è stata svenduta” dichiara Trantino, incanta il pubblico con aneddoti divertenti e ricchi di pathos, ricorda una Catania rappresentata anche dalla goliardia da”scherzi di altissima qualità”, attraverso i suoi aneddoti ci perdiamo tra le strade della città in cui era possibile incontrare Ercole Patti, Vitaliano Brancati, Giuseppe Villaroel che discutevano di arte, di letteratura, confrontando le proprie idee. Esercitando la loro più grande passione, con coraggio e2 determinazione. Ricorda, inoltre, che Catania vantava ben cinque quotidiani, nulla da invidiare a Milano o alle altre grandi città letterarie dell’epoca, e si osava con coraggio, persino scrivendo un “pezzo di colore”, ovvero dedicarsi alla descrizione delle persone, delle frasi sentite tra il pubblico, lo racconta divertito e un pizzico di nostalgia ricordando il suo esordio al quotidiano “La Sicilia”, dando una svolta al solito articolo sportivo. “Il Corriere di Sicilia ci ha temprati – ha aggiunto Di Paola – ed è stato un trampolino di lancio per molti, una palestra di vita”. Daniele Lo Porto, segretario provinciale Assostampa Catania, ricorda un momento importante del giornalismo, quando si scriveva fino a tardi, quando l’odore di carta e di inchiostro erano odori intrisi nella vita stessa del giornalista, un’epoca in cui la notizia la si toccava con mano, adesso è tutto così frenetico. Il web non ti permette di percepire odore e intensità, “non c’è più il tempo per metabolizzare la notizia, né di viverla”. I relatori hanno ricordato con particolare affetto il collega e amico Tito Mascali, che aveva il giornalismo nel sangue e che si è sempre distinto per la sua eleganza nella scrittura, un uomo disponibile, raffinato poeta proprio “come una carezza” dichiara Trantino, un uomo saggio pronto a donare consigli, uno stile impeccabile e dal “rigore morale”, ma mai severo.
Dopo la conferenza, sono stati assegnati i premi. Nella sezione “giornalismo”, ad aggiudicarsi il 1° posto è stata Agnese Virgillito, giornalista de La Sicilia, collaboratrice di programmi nazionali Mediaset e La7 (Quarto Grado, Linea Gialla, Pomeriggio 5) e autrice del libro “L’alone della luna”. Al 2° posto, Alberto Bucchieri, anch’egli collega de La Sicilia. Entrambi, si legge nella motivazione del premio, hanno saputo descrivere aspetti particolari della vita catanese con particolare attenzione e grande professionalità. 3Tra i vincitori della sezione “poesia”, il 1° premio è andato a Carmelita Randazzo Nicotra, con “Sarò l’amore”; il 2° a Rosa Maria Di Salvatore, con “Briciole di ricordi”; il 3° a Paola Cozzubbo, con “Quella notte”. Componenti della giuria: Daniele Lo Porto, Lella Seminerio, Giuliana Avila, Sabrina Pulvirenti e Antonio Iacona, che ha voluto ringraziare l’azienda vitivinicola “Al-Cantàra” per avere sponsorizzato i premi, con il suo progetto di unire da sempre il vino e la cultura. L’on. Enzo Trantino, conclude l’incontro con un elogio alla carta “si è perso l’odore della carta, sarà un dettaglio ma la storia di un uomo è fatta dalle piccole cose”. Ma ciò che voglio ricordare è quel momento di assoluto silenzio che ha caratterizzato l’incontro, la lettura della prefazione tratta dal libro di Aldo Motta “C’era anche il Corriere di Sicilia”, in cui il giornalista/poeta ricorda con malinconia i tempi in cui fare giornalismo era una sfida prima di tutto con sé stessi, quando gli odori, i sapori erano autentici e si valorizzavano come tali, quando si trovava il tempo di ammirare la luna, e si riusciva persino ad immaginarla sorridere dinanzi alla passione di un giovane che, coraggioso, lottava per difendere i propri sogni. Realizzandoli.

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