Deve far cassa la Regione Siciliana. I conti non tornano, anzi vanno soltanto con un buco nero sempre più grande. E allora il Governo Crocetta non trova di meglio che  tentare di svuotare il mare di debiti con uno scolapasta. L’annuncio dell’ultima iniziativa è tra il comico e il farsesco: saranno venduti all’asta ben sette cavalli,  se li aggiudicherà il migliore offerente. Si tratta di quattro puledri, due fattrici e un castrone tutti di razza ‘franches-montagnes’. L’asta pubblica è fissata per  mercoledì 20 aprile a ‘Pizzo dell’Apa’ nel comune di Santo Stefano di Quisquina (Ag). Gli importi a base d’asta per ognuno dei cavalli variano da 430 a 700 euro. Venti euro il rilancio minimo.
I quadrupedi che cesseranno la loro attività  di “dipendenti pubblici” per diventare “provati”, si chiamano Narciso, Urginea, Edera, Lauro, Luppolo, Loto e Lino.  Si parte da un minimo di 400 euro per Narciso ad un massimo di 700 euro per Vedetta, che vanta il purosangue arabo Veymar come nonno paterno. La gara avrà luogo al Centro regionale di produzione ed allevamento del cavallo di razza Franches-Montagnes  I cavalli sono di proprietà del dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale. Gli appassionati sobo avvisati: i Franches-Montagnes sono cavalli da lavoro “selezionati in Svizzera da generazioni per avere un ottimo carattere e grande disponibilità alla collaborazione con l’uomo”.
Tra l’opinione pubblica e l’opposizione politica questa asta ha suscitato ilarità e commenti. Si ritiene, infatti, che Rosario Crocetta si sia precostituito un alibi per non potersi dare all’ippica, come da più parti è stato sollecitato a fare. Senza Narciso, Lupplo e Lino, d’altronde, come potrebbe fare?
Daniele Lo Porto

 

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