Il governo Crocetta sta per infliggere il colpo di grazia alla cultura siciliana, infatti è in arrivo un’ulteriore sforbiciata ai finanziamenti che metterà definitivamente in ginocchio Musei e Istituti culturali siciliani, i quali, ormai rimasti senza risorse, nel 2015 saranno costretti a chiudere. Buona parte degli enti culturali siciliani attendono ancora i finanziamenti del 2013 e del 2014.

L’anno scorso il dipartimento per i Beni culturali aveva subito una decurtazione delle somme assegnate da 3,5 milioni a 1,6. Quest’anno il governo di Rosario Crocetta, con l’opposizione di alcuni assessori, è orientato ad apportare altri tagli di circa il 35 per cento.

Gli enti culturali siciliani non ci stanno più, però, a farsi prendere in giro e hanno deciso, per protesta e per forza di cose, di non aprire più le porte al pubblico.  La Fondazione Sciascia, l’Istituto Gramsci, il Centro Rossitto, il museo Mandralisca, il Centro studi Pio La Torre, la Fondazione Costa, la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, il Centro Don Sturzo, il Museo Pasqualino, la Fondazione Buttitta, l’Istituto di studi bizantini, il Centro studi filologici e Fondazione Guarino Amella firmano insieme un documento in cui avvertono di essere allo stremo.

“Le istituzioni culturali siciliane – si legge in un documento congiunto – versavano già in condizioni molto critiche. La nuova manovra ipotizzata dal governo regionale, che comporterebbe un’altra drastica riduzione dei finanziamenti, assesterebbe un colpo mortale a musei, archivi storici, gallerie, biblioteche, fondazioni e istituti di ricerca. Senza un sostegno adeguato e nell’incertezza di potere riscuotere in tempi utili il contributo per il 2014, sono quindi costretti ad annunciare sin da ora la chiusura con grave danno per la cultura e per l’immagine della Sicilia”.

Nella foto il “Ritratto d’ignoto marinaio” di Antonello da Messina, conservato nel Museo Mandralisca di Cefalù.

Salvo Grasso

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