“Uno dei borghi più belli d’Italia” dichiara orgogliosamente il cartello all’ingresso di Sutera, paese di 1423 abitanti al centro della Sicilia. Un paese dominato da Monte San Paolino e da una enorme, orribile struttura verde che, se chiedete, vi diranno che è un ascensore costato 2 milioni di fondi in gran parte europei. Sarebbe dovuto servire a valorizzare il bel monastero che sta proprio in cima e da cui si riesce a vedere anche la Valle dei Templi. Peccato che non sia mai entrato in funzione perché dopo che è stato costruito si sono resi conto che per mantenerlo ci sarebbero volute alcune decine di turisti al giorno disposti a pagare un biglietto piuttosto salato e, ahimè, di turisti a Sutera non se ne vedono abbastanza.

Mi sembra già di sentire i soliti criticoni: “Ma come si fa a costruire una cosa così brutta?” “Come si fa a buttare i soldi così, deturpando il paesaggio senza produrre un solo centesimo per la comunità?”.

Signori, signori, calma e cercate di ragionare. Ma davvero non vedete l’ovvio? Siamo tutti bravi a farci approvare progetti ben studiati, di pubblica utilità e con un ritorno economico. Ma quanti sono capaci di spillare all’Europa e a istituzioni varie ben 2 milioni di euro per una cosa assolutamente inutile e che rovina il paesaggio? E scusate, è vero o no che ci lamentiamo sempre che siamo incapaci di farci assegnare fondi europei e, se ce li facciamo assegnare, non siamo capaci di spenderli in tempo? E allora vogliamo congratularci o no con chi è stato capace di far passare un progetto totalmente sballato e di spendere i soldi in tempo?

Cari signori, nel panorama della Sicilia delle inefficienze questo è un miracolo da additare come esempio.

Come dite? Secondo un’inchiesta delle Procura di Caltanissetta sembrerebbe che il progetto sia stato realizzato dalle cosche locali?

Ma insomma, quante cose state a guardare…

Carlo Barbieriimgselt

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