di Agnese Maugeri

Catania – Un “gigantesco mostro di metallo”, come lo definisco i cittadini, si è innalzato durante la notte tra il 27 e il 28 febbraio alle spalle della Chiesa Madre di San Giovanni Galermo.

L’abominevole monumento altro non è, che l’ennesimo ripetitore di telefonia mobile appartenente alla rete telefonica Wind S.p.a.

IMG_1772.JPGUn colosso sorto dal nulla che a prima vista parrebbe far concorrenza al campanile della chiesa per altezza e dimensioni. La cittadinanza è turbata e il perché è semplice, l’antenna è la sesta sorta nella frazione di San Giovanni Galermo in questi anni, ciò comporta un aumento della concentrazione di onde radio e un rischio per la popolazione, dato che potrebbe essere superato il limite d’esposizione previsto dalla norma vigente.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha indicato l’inquinamento elettromagnetico come uno dei quattro problemi mondiali, sottolineando che bisogna procedere ad un minimo rischio di esposizione, tutelando in particolar modo i bambini in età pediatrica (0-14) che sono i soggetti più a rischio.

La storia di queste antenne è sempre la medesima, nascono e si moltiplicano silenziosamente sotto gli ignariIMG_1775.JPG occhi della gente che dall’oggi al domani si trova a convivere con questi “alberi d’acciaio”, una minaccia onnipresente che stringe il paese in una morsa tentacolare.

Ma, questa volta, gli abitanti di San Giovanni Galermo hanno deciso di non tacere, di non abbassare la testa in segno di sottomissione e di combattere, per quanto possibile, il nemico unendosi insieme e facendo sentire la loro protesta.

I cittadini sono scesi in piazza muniti di cartelloni, riunitisi davanti la Chiesa Madre hanno iniziato la loro manifestazione portando avanti una petizione contro il ripetitore, circa 200 firme, che continuerà nei prossimi giorni.

IMG_1777.JPGAlcuni residenti ci hanno spiegato le motivazione di tale protesta: “Noi cittadini esasperati ed impauriti abbiamo deciso, spontaneamente, di far fronte comune dando vita ad un comitato apolitico. Abbiamo già contattato diversi ingegneri e specialisti nel settore oltre a intraprendere un’azione legale collettiva. La nostra prima iniziativa è stata la protesta cittadina e una petizione per chiedere: la visione degli atti amministrativi e autorizzativi, chiarimenti e trasparenza da parte del comune di Catania e degli organi competenti, la verifica del livello di emissione, in fase di elaborazione preventiva, delle onde elettromagnetiche emesse da tutti i ripetitori già presenti sul territorio”.

L’antenna sorge in pieno centro in una zona limitrofa a molte scuole e abitazioni, secondo la legge 36/2001 si impone alle regioni, il controllo anticipato delle nuove costruzioni e di quelle già esistenti. Le stesse possono delegare alle singole città alcuni compiti di vigilanza, prevedendo, però, la creazione di un catasto nazionale nel quale devono essere iscritti tutti i siti così da controllare e non aumentare il pericolo.Listener-1

L’art. 8 comma 6 delle legge 36/2001 prevede inoltre la facoltà del comune di svolgere un’attività di pianificazione delle nuove installazioni e del potenziamento delle esistenti. I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Nel 2006 con una delibera, il comune di Catania determina tutti gli oneri e le competenze di controllo, compresa la gestione del catasto locale, formando uno scadenziario annuale che si chiude a fine agosto. Il comune per tanto si impegna a rispondere entro 30 giorni al richiedente in caso di ulteriore documentazione necessaria e di disporre la comunicazione in Albo Petrorio così da far attivare le relative municipalità in caso di richieste di sfiducia per i siti assegnati.

IMG_1773.JPGL’antenna radio è stata assemblata in una sola notte, la popolazione non è sta preventivamente informata dell’iter-autorizzativo, ai pochi che si sono accorti dei lavori la proprietaria del terreno dove sorge il ripetitore ha risposto che si trattava di semplici opere idrologiche.

Se non bastasse quanto detto il monumento all’elettrosmog è stato installato in una delle ultime Zone a Verde (come da PRG) del centro storico di San Giovanni Galermo.

L’Architetto Sebastiano Coco, residente a San Giovanni Galermo vicino allo spaventoso ripetitore, ha espresso tutto il suo rammarico: “Oltre il danno elettromagnetico che quest’antenna comporta, subentra anche il deterioramento ambientale. Il ripetitore sorge nell’unica zona verde rimasta nel quartiere, dentro un centro storico abbandonato. È paradossale come ancora oggi il comune non si preoccupi di migliorare questo territorio ma anzi continua a bistrattarlo. Qui mancano gli spazi d’aggregazione, non ci sono piazze ne strade con marciapiedi dove i pedoni possono tranquillamente camminare, non si pensa a migliorare la vivibilità ma, il comune e la sovraintendenza, danno concessioni edilizie che intaccano ancora di più la tutela e la salute dei cittadini”.

Su direttiva nazionale il comune di Catania ha inserito le “Aree Sensibili” da tutelare in maniera prioritariaIMG_2390 per l’istallazione di nuovi impianti nelle vicinanze di asili nido, e scuole di ogni ordine e grado.

Nel territorio di San Giovanni Galermo sono presenti e attive non solo le antenne radio ma anche dei ripetitori camuffati da falsi camini. L’ultimo intervento europeo in materia di radiofrequenza, datato 2011, prevede l’introduzione del “Principio di precauzione” quale norma morale, utilizzabile qualora la valutazione scientifica non consentisse di determinare il rischio con sufficiente certezza, dato la perpetua esposizione della popolazione, in particolar modo dei gruppi vulnerabili come giovani e bambini.

Una situazione destabilizzante che occorre salvaguardare, questa è la richiesta imprescindibile della popolazione: “Non è tutto quantificabile in denaro. La salute non si svende soprattutto quella dei nostri figli”.

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

Post correlati

Scrivi