“Un viaggio musicale in cui descrivo la mia Sicilia”

di Mariagrazia Miceli

 

Scorre sotto pelle attraversando tutto il corpo: è la musica di Francesco Cafiso e la sua band che ondeggia dallo swing arrivando al parossismo più coinvolgente. In occasione dei festeggiamenti per i dieci anni di attività della Kore di Enna ha fatto ascoltare, insieme al Francesco Cafiso Quintet, il nuovo lavoro musicale che lo vede coinvolto per la prima volta in veste di compositore di tutti i suoi brani. “Si tratta di un progetto molto importante per me: a differenza di quello che ho fatto nel passato sono tutte mie composizioni inedite” afferma l’enfant prodige di Vittoria. “Il disco è dedicato alla Sicilia dal momento che i Siciliani hanno dato un grande contributo alla nascita e all’evoluzione di questo genere musicale che è il jazz. Ho provato a raccontare la mia storia e a descrivere la Sicilia con la mia musica. Si tratta di un viaggio musicale con cui ne descrivo i colori, i sapori, i paesaggi e i costumi. Ci saranno tante altre sorprese che per ora non svelo” dichiara circondandosi di un’aurea di mistero. Gli altri quattro musicisti che compongono il quintetto, costituitosi da un anno circa, sono Mauro Schiavone (pianoforte), Humberto Amésquita (trombone), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Roberto Pistolesi (batteria).

La sensazione a pelle che si ha incontrando l’ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo è quella di trovarsi davanti una persona con i piedi per terra che con umiltà, determinazione e impegno ha costruito il suo percorso talentuoso. Semplicità e grande affabilità lo caratterizzano. Viene spontaneo chiedersi se questa precocità gli abbia tolto qualcosa. “Assolutamente no. Per me la musica è stata all’inizio un gioco. Poi ovviamente è divenuta anche una professione. Ho sempre intrapreso tutto con estrema serietà e passione, ma anche divertimento. Non mi è mai pesato nulla perché ho sempre cercato di conciliare ciò che è tipico dell’infanzia prima e dell’adolescenza poi con l’attività musicale vera e propria”.

Hai suonato con grandi artisti. Ce n’è qualche altro con cui vorresti collaborare?

“Uno in particolare non c’è. Il fatto di suonare e fare esperienza con musicisti che potevano darmi qualcosa è stato un atteggiamento che ho sempre avuto. Inoltre in questa fase della mia vita mi interessa soprattutto concentrarmi sulla mia musica, perché ne ho scritta veramente tanta. È un bel periodo, molto fecondo”.

Cosa si augura Francesco per il futuro?

“Il mio sogno è quello di andare avanti con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare, cercando di esprimermi sempre al meglio delle mie potenzialità. Mi diverto e faccio tutto questo con gioia. Non posso desiderare di più”.

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