di Salvo Reitano

Oltre un miliardo di euro rischia di svanire nel nulla. Il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, “Impensabile togliere i soldi per le infrastrutture”

Il Pac..co dono per i siciliani arriva in anticipo. La slitta con Babbo Natale, che ha le sembianze del governatore Crocetta, mette il turbo e prima del 25, invece di investimenti e finanziamenti, e una speranza per il futuro, regala “nero carbone” a una terra ormai allo stremo.
Così un miliardo di euro svaniscono nel nulla e prendono altre strade sotto gli occhi di un distratto e forse anche connivente governo regionale piegato ai voleri del “capo” Renzi. Sono i fondi Pac (Piano Azione e Coesione) non spesi sino al 30 settembre di quest’anno che si volatilizzano nel nulla. Regista di questo “ladrocinio”, non sappiamo come chiamarlo diversamente, è proprio il presidente del Consiglio che, i lettori sanno bene, é della stessa cordata di Crocetta. Infatti, con la legge di stabilità,  così come presumibilmente sara approvata, quei soldi assieme ad altri taglia serviranno per gli sgravi alle imprese che faranno assunzioni a tempo indeterminato.
Il fatto é che il governatore siciliano quando è andato alla Leopolda per elemosinare i voti contro la sfiducia, nella frrg_ctetta di restare ben ancorato alla poltrona ha dimenticato di mettere sul “piatto” degli accordi anche tutti gli interventi previsti dall’amministrazione regionale: 30 milioni per l’autoporto di Vittoria, l’aeroporto di Comiso, il porto di Pozzallo e parte per la Ragusa-Catania. 49 milioni per l’interporto di Termini Imerese, oltre 50 milioni per la Siracusa – Gela, i fondi destinati ai comuni, agli edifici scolastici e agli aiuti alle persone disagiate. Distratto? Non sappiamo. D’accordo? Puo darsi.
Risultato:una legge di stabilità che mette a rischio anche i finanziamenti, sono circa 300 milioni di euro, del contestatissimo Piano giovani mettendo a rischio i tirocini. Insomma, una vera mazzata che non è dovuta solo alla ridotta capacità di spesa. Il governatore Crocetta avrebbe potuto benissimo chiedere una riprogrammazione, ne abbiamo contate cinque precedenti fino all´ultima del novembre 2013. Perchè non lo ha fatto?
Ci chiediamo: dove è finita l’intesa politica tra il Governo romano e quello di Palermo, entrambi sotto le bandiere del Pd? A meno che anche questo “ladrocinio”, faccia parte del commissariamento nato all’ombra della Leopolda.
Il sindaco di Acireale, RoR.Barbagallo_sindacoberto Barbagallo, interviene sulla decisione del governo nazionale di dirottare i fondi Pac per la Sicilia agli incentivi alle imprese: ‹‹Ci cade sulla testa un macigno. Acireale perde circa 2 milioni di euro, i fondi previsti per la realizzazione del progetto Acireale Greenway e per la sistemazione del Pattinodromo comunale, e non certo per cattiva burocrazia. Il progetto della pista ciclabile sul tracciato della vecchia ferrovia è stato completato in pochissimi mesi, lo avevamo già trasmesso, era finanziato per circa 800mila euro, e aspettavamo solo il decreto. Per il Pattinodrono si è tanto aspettato che venisse emanata la graduatoria definitiva, abbiamo preparato velocemente il progetto esecutivo e anche in questo caso si aspettava solo il decreto. Si tratta per altro di progetti già avviati, di incarichi assegnati, che hanno dei costi per cui chiederemo i danni. E’ inconcepibile che 500 milioni di euro già destinati alle infrastrutture da realizzare in Sicilia, di cui l’isola e i comuni hanno tanto bisogno per creare sviluppo e occupazione, siano richiamati dallo Stato, seppur con il fine utile di coprire i contributi elargiti alle aziende che assumono a tempo indeterminato. L’Amministrazione comunale acese cercherà di capire, tramite i propri riferimenti regionali, se ci sono possibilità di recuperare la progettazione delle nostre due infrastrutture, ma il problema è più ampio e spero che riuscirà ad intervenire con autorevolezza anche l’Anci Sicila. I comuni siciliani, la regione perdono infrastrutture fondamentali per lo sviluppo e si perdono anche tante possibilità di lavoro. Non si può pensare di giocare allo scarica barile, ma c’è un problema politico, il governo nazionale ha votato di stornare questi  finanziamenti preziosi per la Sicilia. Chiedo a nostri deputatati regionali e nazionali di fare tutto il possibile per recuperare almeno quelle infrastrutture per cui i comuni hanno già tanto progettato e lavorato››.

S.R.

Scrivi