Sergio Mattarella, il Presidente dalla chioma bianca,  sembra l’icona della moralità di cui ha tanto ha bisogno la politica italiana. La sua elezione non condivisa da Berlusconi che peso avrà sulle riforme costituzionali ancora in fieri?

Infonde serenità Sergio Mattarella, il neo Presidente della Repubblica, questa è l’impressione che segnatamente suscita d’acchito. Il carattere sobrio e morigerato, il garbo e il riserbo d’altri tempi (che fa a botte con la società attuale della visibilità a tutti i costi, dove non si può fare a meno di esternare un fatto proprio o altrui tramite un tweet o un post su facebook), è in piena armonia col suo aspetto fisico. La candida e folta chioma e la pelle talmente diafana, che si lascia attraversare dallo sguardo, lo rendono etereo, ma non vulnerabile, perché gli intensi e penetranti occhi azzurri, dietro i grandi occhiali, sembrano in grado di svelare il mistero più intricato. E il suo esordio è in linea col suo stile di vita: appena eletto esce con la più utilitaria delle auto, una Panda. Poche le prime parole pronunciate, tanto stringate quanto efficaci: “Grazie, il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E’ sufficiente questo”.

renzi selfieSembra l’antitesi di Renzi che l’ha scelto (anzi lo è!), minando o rischiando di minare il Patto del Nazareno. Al rigore, all’eleganza, alla discrezione di Mattarella si contrappongono, il profluvio di parole, gli slogan, le promesse, i selfie, l’egocentrismo e la slealtà dell’#enricostaisereno del premier. Si dice che Renzi l’abbia scelto, per compattare il Pd? Forse, ma siamo sicuri che si sia fatto i conti con l’oste? La scelta di Mattarella potrebbe ritorcersi contro il premier, diventando un boomerang, perché, a prescindere della tenuta del Patto del Nazareno, ci troviamo davanti a un uomo, che è stato capace di dire “No” ad Andreotti, dimettendosi dal suo esecutivo per protestare contro l’approvazione della legge Mammì, ma soprattutto  dinanzi a un uomo dalla ferrea tempra, in grado di metabolizzare l’assassinio, da parte della mafia, del fratello Piersanti, spentosi tra le sue braccia.

Per paradosso l’Italicum, la nuova legge elettorale ormai in dirittura d’arrivo, deve essere promulgata dal nuovo Capo dello Stato, tra l’altro autore del “mattarellum”, attualmente in vigore dopo la dichiarazione d’incostituzionalità di alcuni elementi del “porcellum” da parte della Corte Costituzionale (Corte di cui era giudice lo stesso Mattarella; vedi un po’ che coincidenze…). Ma l’Italicum, come sappiamo, presenta all’apparenza molte similarità incostituzionali del Porcellum, che potrebbero portare Mattarella a rifiutarne la promulgazione rinviandola alle Camere.

Insomma il futuro politico è tutto in divenire, diverse sono le ipotesi: da verificare il patto del Nazareno dopo l’elezione di un Capo dello Stato non condiviso da Berlusconi, con il conseguente rischio di buttare alle ortiche le riforme costituzionali fin qui imbastite, altre maggioranze potrebbero formarsi più sbilanciate a sinistra con la partecipazione di Sel e degli esuli grillini, oppure nuove elezioni… In tutto questo, però, nessuno potrà sottovalutare il peso del neoeletto Presidente della Repubblica.

Tutta l’Italia tifa per Mattarella, in questo momento, l’antieroe per antonomasia con la chioma bianca della purezza. Le aspettative sono tante, e la speranza da cui non vorremmo mai essere smentiti è che l’abito di altissima dirittura morale che indossa, o che gli abbiamo cucito addosso, non venga mai dismesso anche a costo di scelte dolorose. E poi che non si dimentichi della sua amata e disgraziata terra, non perché la Sicilia ha  bisogno di raccomandazioni, ma affinché non rimanga ancora una volta obliata.

 Salvo Grasso

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