CALTANISSETTA – Oltre a partecipare alla commemorazione dei Giudici Livatino e Saetta al Tribunale nisseno, nel pomeriggio del 25 Settembre 2015 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella visiterà anche il cimitero dei “Carusi” di Caltanissetta, il sacrario che ricorda la tragedia del 1881 in cui la miniera di Gessolungo fu funestata da una sciagura in cui morirono anche 19 bambini in tenera età impiegati nei durissimi lavori dell’estrazione del minerale.

Lo rende noto il sindaco, Giovanni Ruvolo, che ha avuto conferma dell’inserimento dell’appuntamento, fortemente voluto dal primo cittadino, nel programma della visita del Capo dello Stato nel capoluogo nisseno dal Cerimoniale della Presidenza della Repubblica.

“La presenza del Presidente della Repubblica a Caltanissetta – ha commentato il sindaco di Caltanissetta – è anche un omaggio ai cittadini nisseni e un’occasione straordinaria per presentare al Capo dello Stato e per esso all’Italia intera, una Sicilia orgogliosa che ha voglia di cambiare, di realizzare nuovi percorsi sinergici tra cittadini e istituzioni per valorizzare le risorse del territorio, in una logica di ritrovata coesione sociale per costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Lo faremo, da un luogo ricco di storia e significato come il sacrario dedicato ai “Carusi”, le decine di ragazzini morti innocentemente in miniere ancora attive fino alla metà del secolo scorso”.

Il sindaco Ruvolo ha ricordato che proprio in questi luoghi con un’intesa interistituzionale si sta realizzando un itinerario culturale (che in parte si snoda nel sottosuolo dove prima erano attive le miniere) intitolato “Ciàula scopre la luna”, ispirato alla famosa novella di Luigi Pirandello, percorso turistico che partirà ufficialmente il 27 settembre e che rappresenta un emozionante viaggio nelle aree minerarie del comprensorio nisseno. “Sarà con grande emozione – ha aggiunto il primo cittadino – accogliere il Capo dello Stato non solo per la commemorazione dei giudici Livatino e Saetta, veri e propri eroi moderni vittime della violenza mafiosa, ma anche presentare in anteprima assoluta, al presidente Mattarella sempre molto attento alla nostra Città e alla Sicilia, questa iniziativa nell’area in cui ancora si vedono le miniere di zolfo che hanno caratterizzato l’economia dell’ottocento e del novecento nel territorio della Sicilia Centrale, simbolo delle contraddizioni della nostra terra ma anche luogo di speranza che nella memoria trova la forza per guardare avanti con speranza”.

Il sacrario del Cimitero dei Carusi ricorda una data ben precisa, il 12 Novembre del 1881 alle 6 del mattino, in cui la miniera di Gessolungo fu funestata da una delle più grandi sciagure accadute nelle miniere di zolfo siciliane. Per uno scoppio di grisou perirono ben 65 lavoratori tra operai e tecnici. 120 minatori furono investiti da un violento incendio causato dallo scoppio innescato dalla fiamma di una lampada ad acetilene. 55 minatori anche se feriti riuscirono a uscire e mettersi in salvo. Per 65 di loro, invece, la fine fu istantanea mentre altri sedici perirono in ospedale a causa delle gravi ferite riportate. 20 giorni dopo la sciagura furono recuperati 49 corpi di cui 19 di “carusi” (bambini dagli 8 ai 14 anni). Ben 9 di questi rimasero senza un nome. Fu così profonda la commozione popolare che si decise per la sepoltura dei disgraziati in un cimitero costruito per l’occasione nei pressi della zolfara nissena, oggi recuperato e noto come “cimitero dei carusi”, in memoria delle tante vittime delle miniere.

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