CATANIA – Castello Ursino, oggi pomeriggio, in presenza delle istituzioni verrà celebrata la cerimonia di iscrizione al Registro delle unioni civili della coppia L. e R.

Avete letto bene. Due donne.

Il Parlamento europeo ha preso una posizione netta a tutela di un argomento delicato con il riconoscimento delle unioni omosessuali, mentre il nostro Paese è rimasto ancora uno dei pochi a non avere ancora una legislazione in materia.

Nei mesi scorsi l’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge “Norme contro la discriminazione sull’identità di genere” istituendo il Registro regionale delle unioni civili.

Tutti i Comuni siciliani dovranno istituire il Registro delle unioni civili, queste le disposizioni del governatore Rosario Crocetta, e tra le unioni di fatto sono comprese quelle omosessuali.

L’iscrizione al Registro può essere chiesta da chi ne possiede i requisiti: maggiore età, legame di ragione affettiva e/o di reciproca assistenza materiale e morale, l’assenza di vincoli matrimoniali o di parentela, lo stato civile libero.

–  L., colei che darà il via a questo filone, raccontaci la vostra storia.

“Io e la mia compagna conviviamo da 5 anni, abbiamo fissato il rito proprio in coincidenza del nostro anniversario. Il sindaco Enzo Bianco favorevole alle unioni omosessuali si è reso disponibile a intervenire alla cerimonia e a concedere la libera fruizione del castello per l’evento”.

L. ha 32 anni, impiegata presso l’amministrazione di un’azienda vinicola, e seppur giovane ha raggiunto una certa maturità. Le diverse esperienze di vita e i viaggi per il mondo l’hanno portata ad avere una visione della vita e una certa consapevolezza che non è facile riscontrare nella gioventù odierna.

– Cosa cambierà per le unioni di fatto con questa registrazione?

“Con l’iscrizione le coppie avranno diritto ad accedere a tutti i benefici in ambito sociosanitario concessi dalla Regione: dalle graduatorie per le case popolari, al bonus di povertà e a qualsiasi altra norma che andrà a tutelare i diritti in questo campo. Le coppie potranno avere accesso paritario alle cartelle cliniche del compagno/a in caso di ricovero. E’ una svolta per le coppie di fatto, ancor di più per le coppie omosessuali, che vengono ancora viste con diffidenza e pregiudizio.”

– A quali difficoltà sei andata incontro nel tuo iter personale di identificazione?

“Ho fatto coming out a 11 anni, ho sempre avuto le idee chiare sull’argomento. Mia madre mi invitava a frequentare i ragazzi, ma io e i maschi potevamo condividere solo la passione per le donne, i loro argomenti non mi affascinavano. Non sono mai stata a letto con un uomo. Molti uomini sono noiosi, parlano sempre di femmine, di culi, di tette, di calcio e di quello che si mangia a cena. Non sono maschilista, né femminista, sono per il vivi e lascia vivere. Me ne sono sempre fregata della gente. La gente ha sempre da criticare qualunque scelta tu compia e qualunque orientamento sessuale tu scelga, se hai tanti uomini sei etichettata puttana, se sei single sei etichettata come la zitella che se la tiene stretta, se vai con una donna sei lesbica. Motivo per cui non mi interessa il giudizio altrui, io  non nascondo la mia omosessualità, sono felice di essere nata così, ringrazio Dio, e se dovessi rinascere vorrei essere la stessa. Ho tanti amici uomini, ma non ho mai avuto la curiosità di fare questo tipo di esperienza, mentre di donne ne ho avute tante. Tante straniere, ma anche siciliane e spero di potermi fermare con R. Lei è una 43enne eccezionale.”

– Lo state organizzando e vivendo come se fosse un matrimonio a tutti gli effetti, non hai paura di compiere questo passo?

“No. Dopo 5 anni il sentimento che ci lega è talmente speciale che i dubbi non hanno presa. L’eterosessuale ha una vita più semplice, un’unione non ha ostacoli se c’è il sentimento, mentre per noi omosessuali è tutto più difficile. Io e R. parliamo tanto, ci confrontiamo in qualunque cosa e abbiamo la complicità e l’elasticità mentale per evolverci e crescere insieme. Non viviamo nell’ansia del per sempre, ma l’impegno è quello di restare unite, non sono per la separazione.”

– Questa cerimonia vuole essere una provocazione oltre che modo di ufficializzare la vostra relazione?

“Festeggeremo con circa 80 invitati per condividere un momento speciale, ma l’intento è anche quello di invitare le altre coppie a uscire allo scoperto, a non vergognarsi, a iscriversi al registro. Più siamo, più diritti ci verranno riconosciuti. Non ultimo il diritto poter di adottare dei figli.”

Non resta che far loro tanti auguri e sperare che sempre più persone trovino il coraggio di essere sé stesse.

 

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