Ripercorriamo la top 11 di due protagoniste assolute del nuovo millennio

CATANIA – Non eravamo più abituati ad una Serie A senza squadre siciliane ai nastri di partenza. Palermo e
Catania soprattutto ma anche il Messina, capace di sfiorare la zona Europa. Protagoniste straordinarie del
nuovo millennio che, grazie a Presidenti vulcanici ma indubbiamente vincenti, hanno vissuto il periodo migliore della propria storia raggiungendo e sfiorando risultati inimmaginabili. A questo si aggiunge
l’orgoglio e la soddisfazione di aver ammirato alcuni dei maggiori fuoriclasse del panorama mondiale di
questi anni, di averli lanciati e visti crescere, prima di spiccare il volo presso lidi più nobili.

Zamparini e Pulvirenti, al di là di qualche critica lecita per atteggiamenti sopra le righe e “qualche” esonero
di troppo, hanno dato alle rispettive città gli anni più importanti della propria storia. I rosanero hanno
sfiorato per ben due volte la Champions League, vivendo in particolar modo la stagione 2006/07 appaiata
all’Inter in testa alla classifica per metà stagione, fino a quando i nerazzurri decisero di iniziare una serie
pazzesca di 17 vittorie consecutive, record storico per la Serie A. Zamparini avrebbe raggiunto l’Europa
League in più occasioni, un quinto posto come miglior risultato e soprattutto la finale di Coppa Italia del
2011, proprio contro l’Inter.

Il n.1 veneziano ha portato sulla panchina siciliana allenatori di calibro come Guidolin, Pioli, Gasperini, Del
Neri e Colantuono. La top 11 rosanero nell’era Zamparini annovera un attacco che oggi sarebbe in grado di
competere per lo Scudetto ed anche in Europa, da Toni a Dybala, da Vasquez a Pastore fino ai campioni del
mondo Zaccardo, Grosso e Barone.
Il Catania di Pulvirenti è invece stato fucina di talenti argentini, sia in campo che panchina. Ha lanciato
quello che oggi è ritenuto uno dei migliori tecnici al mondo, Diego Pablo Simeone: poi Mihajlovic, Zenga e
Montella. Il prato verde del “Massimino” ha ammirato le gesta del Papu Gomez, Jorge Martinez, Maxi
Lopez, Sergio Almiron, fino all’idolo Beppe Mascara che proprio in un derby col Palermo realizzò una perla
da centrocampo indimenticabile.

Proprio fra uno di essi potrebbe arrivare il giocatore che negli anni a venire infrangerà il record per il
trasferimento più costoso, Paulo Dybala. Il rinnovo di contratto con la Juventus rischia semplicemente di
rimandare un passaggio al Real Madrid o Barcellona che sembra nel destino dell’argentino cresciuto ed
esploso all’ombra del “Barbera”. Uno dei capolavori di Zamparini, preso per folle quando pagò Paulo 13
milioni di dollari dalla Serie B argentina. Una probabilità alta se si considera tra l’altro che è proprio quello
di attaccante il ruolo che in percentuale porta a spendere le cifre più folli a disposizione di magnati ed
emiri. Anche l’età è quella giusta: i colpi più costosi mirano giocatori esattamente fra i 23 ed i 25 anni,
Dybala ne compie 24 quest’anno.

Il calciomercato in Italia e in Europa ha subito un cambiamento drastico fra il vecchio e nuovo millennio,
con un periodo florido che ha incluso le due siciliane proprio quando la crisi era vicina all’arrivo. Sino al
2003 per anni ed anni abbiamo avuto i migliori e più costosi giocatori al mondo: da allora non ci siamo più
ripetuti. Le ultime cinque annata hanno visto la Premier assoluta protagonista, con la sola Spagna capace
saltuariamente di impensierire le inglesi nell’esborso di cifre da capogiro.

Il calcio attende fremendo il ritorno di una Serie A protagonista sul mercato, con un ritorno quanto prima
del “Regno delle due Sicilie”.

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