di Elisa Guccione

È  un bel periodo ricco di successi e soddisfazioni per Manuela Ventura reduce dal successo veneziano di “Anime nere” e protagonista in questi giorni su rai uno nella nuova serie “Questo nostro amore 70”. La incontriamo alla fine del doppiaggio di una puntata della fortunata fiction ed impariamo a conoscerla meglio lasciandoci travolgere dalla sua dirompente simpatia ed umanità. 1794574_296582780548386_8220656121035297999_n

– Il suo personaggio Teresa Strano ha acquisito con il tempo maggiore sicurezza e più spazio nella fiction…

“Avevamo lasciato Teresa alla fine della prima edizione già più autonoma e indipendente rispetto al suo arrivo dalla Sicilia. In questa seconda serie si respira l’aria di cambiamento e rivoluzione degli anni settanta e il mio personaggio conquista puntata dopo puntata la sua emancipazione. Teresa è una donna amorevole che crede nel valore della famiglia ed ha capito quanto sia importante per una donna avere un lavoro e una vita sociale”.

– Quando interpreta la simpatica Teresa è facile percepire la sua grande partecipazione emotiva. Quanto è legata a questo personaggio?

(ride)

“Sin dal primo provino mi sono innamorata di questo ruolo. Questa donna è una continua scoperta nella quale convivono semplicità, simpatia e momenti di grande passione. Con quest’interpretazione ho avuto la possibilità di giocare su molti aspetti caratteriali dell’animo umano. Mi sono divertita molto nel passare da una prima fase più dimessa, non solo caratteriale, ad un’evoluzione psicologica ed estetica. Una condizione molto stimolante per un attore”.10382458_299712430235421_4778525819064802244_n

– Come ci stupirà quest’anno e a quali cambiamenti assisteremo?

“Ci saranno tante novità e in particolar modo dovrete fare attenzione ad una collega, Ornella, che le permetterà di conoscere un mondo nuovo, quello del femminismo tanto da trovarsi coinvolta nelle proteste del particolare momento storico”.

– Parliamo del rapporto con i colleghi e compagni di lavoro. Quale atmosfera si respirava sul set?

“Si è instaurato sin da subito un clima familiare. Neri Marcorè durante le pause con le sue battute ci faceva ridere senza sosta. Con la famiglia dei miei “figli televisivi” ci sentiamo anche fuori dal set. Il cast è composto da ottimi professionisti nessuno escluso e il regista Luca Ribuoli ha avuto il merito, secondo me, di mettere insieme delle vere eccellenze”.10423812_298418297031501_2394215418183215053_n

– A sedici anni debutta nel mondo del cinema con il film cult “Volevo i pantaloni” tratto dal libro di Lara Cardella. Ci racconta le emozioni del primo provino?

“Ho frequentato la mia prima scuola di recitazione a quattordici anni ed ero la più piccola del corso. Sono stata sempre attratta dal mondo del teatro e dello spettacolo. Ricordo con piacere quel momento. Non feci un vero e proprio provino, all’epoca i casting erano molto diversi da oggi, mi scattarono una polaroid e nient’altro. Alcuni giorni dopo arrivò una telefonata ai miei genitori in cui chiedevano l’autorizzazione per partecipare al film”.

– Immagino cosa potesse significare tutto ciò durante l’adolescenza ….

ph Luca Guarneri

“Era come vivere un sogno. Dopo le prime scene girate in Sicilia il set si spostò a Roma e vidi per la prima volta la città eterna. Quest’esperienza sin dal provino è stata condivisa con la mia migliore amica e ricordo che insieme a tutta la mia classe andammo a vedere il film. Vedere il mio nome nei titoli di coda con i miei compagni di scuola, i miei professori e i miei amici è stata un’emozione immensa. Non ho mai raccontato questa parte della mia vita ad un giornale e ricordarla adesso mi ha fatto commuovere”.

– Da quel momento si è aperto davanti a lei un nuovo orizzonte ricco di tante possibilità. Ha lavorato con ottimi registi come Ridley Scott …

“Quando ho fatto il provino mi tremavano le gambe. Il ruolo da ricoprire non era difficile, ma l’impegno fu enorme. Dovevo dare vita ad una cuoca di alcuni vescovi e alti prelati. Era una storia ambientata in Vaticano. Mi sono presentata con il mio grembiulino, la mia busta di farina e un mattarello, perché la scena prevedeva che dovessi cucinare. Cominciai a cucinare spargendo farina per tutta la stanza. Il primo provino andò bene e fui richiamata per una seconda selezione in cui era presente anche Ridley Scott. Alla fine del provino gli strinsi la mano, con tanta emozione, sporcandolo di farina. Dopo un po’ arrivò la fatidica telefonata che mi annunciava che la parte era mia. È stata un’esperienza che mi ha dato tanto e spero che la serie bloccatasi per questioni di budjet possa un giorno essere ripresa”.

– Tra i tanti personaggi a cui ha dato vita c’è un ruolo a cui è più legata?

“Sicuramente Teresa Strano ha un posto speciale nel mio cuore, ma sono affezionata anche alla signora Lo Faro nella serie Montalbano. Il mio battesimo nelle grandi fiction è stato proprio con Zingaretti e non posso non essere legata anche a questo momento. Tutte le esperienze fatte fino ad ora, anche quelle più piccole, sono per me molto importanti”.10339720_297235607149770_3541834172914154372_n

– È stata spesso protagonista in importanti fiction dal carattere e dal sapore siciliano. Quando è in giro cosa porta con se della sua sicilianità?

“Se posso cerco sempre di utilizzare la mia lingua e la musicalità del mio dialetto. Quando sono fuori è inevitabile sentire il legame con i propri luoghi e la propria origine”.

– Il successo non ha intaccato la sua semplicità. Come si fa a restare se stessi senza essere travolti dalle finte illusioni di onnipotenza?

ph Luca Guarneri

“Ognuno affronta e vive il proprio lavoro come meglio crede. Non sono il tipo di persona che si atteggia e vuole vivere da personaggio. Non mi sento neanche così importante o famosa. È inutile sentirsi vip, perché alla fine solo i veramente grandi restano nella storia”.

– Dopo Teresa Strano chi sarà Manuela Ventura?

“Mi aspetta tanto teatro, ad esempio lavorerò con Gilberto Idonea in “Liolà”. Sto vagliando un’importante proposta che mi darà molta visibilità ma per scaramanzia finchè non c’è nulla di certo preferisco non espormi”.

Elisa Guccione

 

A proposito dell'autore

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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