ACIREALE − Il Circolo del PD di Acireale esprime contrarietà riguardo all’iter seguito dall’Amministrazione acese nei lavori di “Riqualificazione del Borgo di S.M. La Scala” (di cui al Finanziamento D.D.G. n. 150 del 22/02/2013 dell’Assessorato Agricoltura e Foreste), che, sotto certi aspetti, ripropone una trama già emersa nella conduzione dei lavori di riqualificazione della Villa Belvedere da parte della precedente amministrazione Garozzo.

In particolare, appare del tutto incomprensibile ed ingiustificato che in presenza di un progetto esecutivo già approvato, opere appaltate e lavori consegnati in via d’urgenza alla ditta esecutrice nel maggio del 2015, a distanza di pochi mesi, l’Amministrazione comunale (vedi D.G.M. n. 112 del 06/10/2015) intervenga nell’iter con una variante sostanziale che – in evidente contrasto con la normativa di settore (D. Lgs. 163/2006 art. 132) – stravolge l’impianto ispiratore del progetto nella parte relativa alla riqualificazione e fruizione della piazza S. Maria La Scala e della via Mulino, in assenza di esplicite motivazioni tecniche e sulla scorta soltanto della “intenzione” di pedonalizzare la suddetta via Mulino.
Scelta quest’ultima ancora semplicemente enunciata, non formalizzata nell’ambito di un organico piano di mobilità per la frazione, assunta in assenza di confronto con la popolazione residente e che, se non attuata, farebbe venire meno le motivazioni “ufficiali” della variante, compromettendo così le finalità stesse del finanziamento comunitario.
Nella sostanza, il progetto, che prevedeva la riqualificazione della piazza S. Maria La Scala e della via Mulino, con il ripristino e l’implementazione degli arredi urbani, la salvaguardia e la tutela del verde esistente e l’allargamento, con struttura a sbalzo, della via Mulino stessa per la creazione di una promenade fruibile anche dai diversamente abili, viene ricondotto – tramite la variante proposta ed approvata – ad una semplice opera di manutenzione dell’esistente, con un unico intervento sostanziale ed innovativo, ovverosia la eliminazione delle alberature esistenti (ormai programmatica per qualche esponente dell’Amministrazione), da sostituire, in gran parte, con altre essenze di “media taglia” e l’utilizzo di pavimentazione in pietra lavica e pietra bianca, sulla cui idoneità ai luoghi si nutrono riserve.
Il circolo del PD acese, in definitiva, ritiene del tutto erroneo ricorrere allo strumento della “variante” per stravolgere l’impianto progettuale di interventi beneficiari di aiuti Comunitari finalizzati alla riqualificazione del patrimonio naturale, paesaggistico ed architettonico. I risultati di tale prassi sono oggi sotto gli occhi di tutti i cittadini acesi.

Sebi Leonardi, segretario del Partito democratico di Acireale

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