Il sindaco è un uomo solo. Politicamente e amministrativamente è stato solennemente bocciato dalla città. Lo confermano i numeri e i commenti. Associazioni, commercianti, gruppi consiliari hanno scaricato il sindaco invitandolo a lasciare. A liberare Giarre. Confcommercio, si spinge di più: meglio tornare alle urne.

Sui socialnetwok, particolarmente frequentati dal sindaco, il fallimento è ancora più nitido e incontrovertibile. Snoccioliamo i numeri tanto cari al sindaco. A fronte di 4.075 contatti sulla “fanpage” di Roberto Bonaccorsi appena 18 condivisioni, 173 like e 25 commenti. Davvero pochini. Commenti smaniosamente controllati e “vivisezionati” dal liberal-sindaco che lascia in bella vista, nella propria bacheca elettronica, solo quelli che lo riveriscono o che lo invitano ad andare avanti. Come se stesse guidando l’Italia. Per la maggior parte sono commenti interessati, di persone  che in qualche modo, direttamente o indirettamente, hanno avuto un vantaggio.

Gli stessi che lo attorniavano in campagna elettorale. Quelli che organizzavano le contemporanee grigliate sangiovannote. Molti sono professionisti, altri ancora figli e nipoti di consiglieri comunali, obbligati, anche loro, ad essere ossequiosi, riverenti, amorevoli, con frasi mielose da provocare nausea persino a Winnie the Pooh.  Ci sono poi i “mi piace”  degli immancabili lecchini di turno, quelli che magari aspirano ad ottenere qualcosa. Legalmente, per carità. Ma il fatto stesso di essere considerati dal sindaco, per taluni rappresenta quasi un traguardo irraggiungibile.

Se questo è il consenso del sindaco, se davvero Facebook è lo specchio della società giarrese, siamo certi che il sindaco, in caso di nuove elezioni, come egli stesso ha affermato, sarà determinante. E nella web democrazia sbandierata dal “liberal-sindaco” non c’è spazio per i commenti critici. Puntualmente vengono epurati, perché sia ben chiaro, nessuno deve muovere critiche.

Dopo la solenne bocciatura in Consiglio del Piano di riequilibrio abbiamo assistito ad una pioggia di commenti. Di attacchi sferrati all’Amministrazione come mai era accaduto in questi due anni di governo Bonaccorsi. Attacchi diretti non solo dei consiglieri di opposizione, ma persino dalla Confcommercio.

Il mite Francesco Candido, presidente dell’associazione dei commercianti, a giudicare dai toni, sembra avere perso ogni speranza: “Ormai il palazzo di vetro si è sbriciolato e non basta più nemmeno la colla per saldare i cocci e rimetterlo in piedi. Ci duole inoltre osservare la comunicazione del sindaco distante dall’essere obiettiva, dove si mostra vittima sacrificale e da all’opposizione, tutta la responsabilità per gli ultimi accadimenti. L’unico percorso possibile, e che auspichiamo nell’interesse della comunità, è ritornare alle urne con la speranza che gli elettori si possano esprimere diversamente rispetto al passato poiché anche il risultato del 2013 non ha determinato il ricambio auspicato (solo 3 consiglieri su 20 eletti per la prima volta)”.

Poi le reazioni politiche, altrettanti pesanti e che non fanno sconti al sindaco. Orazio Scuderi non risparmia neppure il presidente del Consiglio Francesco Longo: “Emblematico l’atteggiamento dello stesso Presidente del Consiglio comunale, rimasto in  aula per esprimere il proprio dissenso alla proposta dell’Amministrazione, attraverso dichiarazione di astensione”. Poi, puntando il dito contro l’Amministrazione, aggiunge: “Non esistono a Giarre “professionisti della politica”  bensì   veri e propri “professionisti del’inganno”, che attraverso alchimie e giochi di prestigio, continuano a giocare ad un tavolo senza il benché minimo rispetto delle regole del gioco, gente che pone come propria regola di base la menzogna, per poi passare alla ingiuria, alla diffamazione e financo alla calunnia, utilizzando  un metodo riprovevole, che è quello di screditare le persone per finalità  e vantaggi politici, condotta idonea a far veicolare  fatti e azioni  che si vogliono, per lo più falsi e dannosi rappresentandoli come veri, giusti  e vantaggiosi per i cittadini.

Il consigliere Gabriele Di Grazia attacca il sindaco anche sull’azione svolta in questi due anni di governo sul fronte dell’evasione fiscale: “Perché attendere oltre due anni per una seria lotta all’evasione tributaria? Questo dovrebbe spiegare alla città il sindaco piuttosto che raccontare favolette degne del miglior Pinocchio che, purtroppo, fuorviano tanti concittadini che, in buona fede, vedono in lui, a torto, il detentore di una verità che non esiste e che un’analisi attenta delle sue stesse parole smentisce”. Poi sugli sprechi aggiunge: “Il sindaco non ha bisogno di nessuna autorizzazione del Consiglio per tagliare le spese che ritiene più opportune anzi mi chiedo come mai solo ora, dopo ben oltre 2 anni, si accorge che ci sono ancora sprechi e spese inutili. Francamente credevo che avesse tagliato tutto il possibile – ricordo ancora il famoso “fatto” – ma evidentemente non è così. Ricordo ancora come, allo stesso modo, la lotta all’evasione può essere portata avanti benissimo dal sindaco e che, anzi, su questo tema, non adesso ma oltre un anno fa, più di un intervento ed anche una interrogazione sono state da me trattate. Perché attendere oltre due anni per tagliare gli sprechi?”

Il capogruppo del Pd, Tania Spitaleri, denuncia la fine di un Re taumaturgo: “Il racconto del re taumaturgo che avrebbe salvato le finanze del comune con la ricetta della “Giarre contemporanea” ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue menzogne ed il primo cittadino farebbe bene ad ammettere di non essere in grado di governare questa città, piuttosto che alimentare il ‘grande imbroglio’ che sta conducendo Giarre ed i suoi cittadini all’agonia che ricorda quella di un malato terminale,dopo dodici anni di cure palliative,spesso nocive,propinate dal centro-destra. Ai colleghi consiglieri di maggioranza,pochi e silenti,consiglierei di tentare difese politiche nei luoghi istituzionali,piuttosto che avventurarsi in ricostruzioni faziose e palesemente prive di contenuto da dare in pasto alla stampa, al fine di mascherare la loro totale assenza dal dibattito politico e le loro ormai reiterate fughe dalle aule consiliari,all’interno delle quali avrei gradito ascoltare le loro idee e le loro proposte,da lungo tempo inesistenti”.

Sulla stessa linea il segretario del Pd di Giarre Dario Li Mura: “La bocciatura dell’ennesimo artificioso tentativo di riequilibrio è prova di come Roberto Bonaccorsi abbia lasciato trascorrere inutilmente due anni dando i numeri e rimandando il dissesto. L’unica speranza è che, toccato il fondo, adesso possiamo rialzarci, non prima però di aver individuato e di esserci liberati dei responsabili di tutto questo e di una fallimentare classe politica”. (gazzettinonline.it)

Scrivi