IL VIAGGIO DI LORENZO E’ APPENA COMINCIATO

Nicola Savoca, foto servizio di Vincenzo Musumeci
CATANIA – L’ultima volta che è stato a Milano (senza avvertire però l’Ornella) la Vanoni gli ha fatto un cazziatone solenne.
Lo racconta ridendo Lorenzo Vizzini, il giovane cantautore ragusano che dopo l’exploit ottenuto con il disco di Ornella Vanoni (quasi tutti suoi i pezzi del cd Meticci) ha voluto provarci in proprio con un disco tutto suo intitolato “Il Viaggio”. Seduto su una postazione volante di Sicilia Journal trasformata per l’occasione in studio radiofonico – in diretta siciliana su Radio Flash – Lorenzo Vizzini spiega con sussiego che preferisce la definizione di intrattenitore piuttosto che quella di cantautore (“…mi pare troppo impegnativa”). Gli chiedo come mai a produrre il disco non sia stato il suo mentore Mario Lavezzi e al microfono racconta come in realtà abbia voluto, lui e solo lui, forzare i tempi per una uscita discografica che non poteva essere rinviata. “Lavezzi mi ha detto di temporeggiare – osserva – ma a me la cosa non andava. Ecco tutto.”
Il Viaggio – va detto subito – e’ un disco molto elegante e assai variegato. Le ballate si danno il cambio con canzoni di pop elettronico che farebbero un figurone in un disco di Tiziano Ferro (per quello che vale: Stadio, l’ultimo hit di quest’ultimo, ha l’attacco molto simile a Vita Nuova il primo singolo di Lorenzo uscito mesi or sono).
Diverte “21 anni” la canzone scelta come secondo singolo con un evidente riferimento autobiografico. A 17 anni Lorenzo sceglie di lasciare la Sicilia per trasferirsi a Milano, lascia la scuola e quindi addio sogni di laurea (il video della canzone ironizza sul giovane dottorino che completa l’università). Ora che è tornato in Sicilia Lorenzo non vede l’ora di proporre il suo Viaggio nei teatri e nei club dell’Isola: “In autunno voglio fare un giro di concerti con i miei amici musicisti che hanno suonato nel disco”. Dicono che alcuni dei più quotati artisti italiani abbiano chiesto a Lorenzo uno o più pezzi da inserire nei loro dischi. Altri ne farebbero motivo di vanto, lui invece tace e non gli cavi nessuna anticipazione. Le cose cambiano quando gli chiedo di imbracciare la chitarra e cantare “live”, come sigla finale della diretta radiofonica, uno dei pezzi più belli dell’album “Tra pozzanghere e stelle” (ad una selezione di giovani artisti Roby Facchinetti ha dato 10, il massimo dei voti, a questa canzone): a quel punto Lorenzo, la sua voce la sua chitarra, sono una cosa sola. Ne farà di strada questo ragazzo, il viaggio è appena cominciato.VMM_7543

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