Salvo Reitano

A Catania un confronto ampio e partecipato sulla proposta di legge del deputato di Alternativa Libera e vicepresidente della Commissione Difesa della Camera 

CATANIA – Il dibattito sull’immigrazione si è arricchito ieri sera, a Catania, di un nuovo intervento con la presentazione delle linee generali della proposta di legge: “Introduzione del Volontario Civile e dei Migranti richiedenti asilo nonché norme recanti l’ottimizzazione della gestione dell’accoglienza temporanea“.
L’atto parlamentare è stato illustrato, nel corso di un incontro che si è tenuto nei locali della Palestra Lupo, da Massimo Artini (Al), vicepresidente della Commissione Difesa della Camera e componente della Commissione bicamerale del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.Schermata 2015-08-21 alle 15.59.56
Sono state affrontate le contingenze e la situazione di emergenza che, in modo particolare, vive la Sicilia rispetto al problema dell’enorme afflusso dei migranti richiedenti asilo e  le reali problematiche nella politica estera internazionale e sulla riduzione strutturale, negli anni, del flusso migratorio dai Paesi del Medio Oriente e dell’Africa.
Per ottenere risultati è necessario estendere l’impegno di Governo, già accolto, anche alla Regione Siciliana per promuovere in sede UE l’istituzione del visto temporaneo umanitario comunitario con validità per tutta l’area Schengen.
Sarà, pertanto,  necessario istituire «uffici per l’asilo e le migrazioni» in paesi di transito quali Sudan, Ciad, Niger, Gibuti, Tunisia, Egitto e Libano, dove potranno essere valutati i singoli casi e assegnati visti umanitari e documenti di viaggio temporanei che consentano ai migranti di impiegare mezzi di trasporto legali verso l’Europa e di suddividere in modo solidale tra i Paesi dell’Unione europea il carico umano ed economico di questa emergenza.
“Arginare il fenomeno è possibile, ha detto Artini – serve una azione politica fatta di idee e non di slogan per gestire un evento che per il nostro Paese è, ahimè, ordinario, e non ha certo i caratteri dell’emergenza”.
Schermata 2015-08-21 alle 16.56.12“Occorre realizzare – prosegue Artini – corridoi umanitari con l’istituzione di un visto umanitario europeo, emettibile in uno stato terzo, e uffici europei per le migrazioni in paesi di transito che sono i principali collettori dei flussi migratori (Sudan, Gibuti, Egitto, Libano, Mali, Ciad, Niger) dove ancora vi è una situazione stabile. In questo modo è possibile preservare la vita di migliaia di persone, depotenziare i trafficanti di esseri umani, ridurre gli interventi di salvataggio e allentare la pressione migratoria sui territori di primo approdo, come Lampedusa e la costa siciliana”
“Si tratta di un impegno –  continua il deputato di Al – che deve vedere la partecipazione di tutti i paesi europei, perché il fenomeno della migrazione non riguarda solo l’Italia, con investimenti di risorse e mezzi. Per questo è indispensabile un’ampia cooperazione con i Paesi di origine e di transito, dunque un impegno diplomatico dell’Unione e delle organizzazioni internazionali per favorire la stabilizzazione di quelle aree geografiche da dove provengono i migranti”.
“La chiusura di Mare Nostrum, senza nessun’altra efficace iniziativa – aggiunge Artini – non poteva portare che a queste tragedie rispetto a cui l’ipotesi del blocco navale, paventata irresponsabilmente da alcune forze politiche a fine propagandistico, risulta inutile, perché richiederebbe un dispositivo navale molto più ampio, e contraria alla Costituzione, perché nel diritto internazionale è considerata atto di guerra”.
Artini, alla fine dell’incontro si è detto soddisfatto per la numerosa presenza a Catania di cittadini e di rappresentanti delle realtà locali che segna l’inizio di un percorso e di un successivo incontro nel corso del quale sarà presentata la bozza di legge aggiornata  sugli spunti e sulle valutazioni emerse dal dibattito.
“Sono estremamente contento della partecipazione – conclude Artini –  del modo e della qualità con cui sono stati affrontati i temi, senza scendere in facili e becere soluzioni, dando valutazione concrete per trovare modalità di soluzione e per risolvere i problemi reali dell’immigrazione”.

S.R.

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