CATANIA − Una tavola apparecchiata. Con un menù già prestabilito. Con dei commensali intoccabili che, scambiandosi le posate sotto il tovagliato, si garantiscono sempre un banchetto perfetto. Se dovessi raccontare la “favola” dello scandalo degli impianti pubblicitari, la racconterei così. Perché a sentir le parti lese, e “a non sentir” le parti incriminate, che si rifiutano di rispondere alle domande dei giornalisti, la storia che ne viene fuori è proprio questa. Una storia melmosa e radicata, come spesso accade nelle grandi saghe impregnate di politica e business.  A riaccendere i riflettori sull’annosa questione dell’abusivismo pubblicitario, la Job Creation e i suoi titolari: gli imprenditori del Tavolo per le imprese Angelo Caruso e il suo socio Maurizio Giuffrida, che accompagnati dal consigliere Niccolò Notarbartolo, hanno incontrato la stampa in piazza Della Repubblica, per denunciare una situazione d’insostenibile gravità, passata in sordina per troppo tempo, grazie a quella che dagli imprenditori in questione è stata definita come una connivenza con l’amministrazione comunale.

“I​eri il Comune ha oscurato 7 impianti (5 grandi e 2 piccoli) in viale Vittorio Veneto, divulgando la notizia con una nota stampa. Oggi ci chiediamo perché non lo abbia fatto prima ma a quasi un mese dalla sentenza del Cga”. A parlare è Angelo Caruso, che senza tanti giri di parole ha continuato puntando il dito sulle promesse distorte dell’amministrazione: “Se il Comune oscurerà gli impianti abusivi, come dice, noi saremo ben lieti della notizia, dal momento che è da sedici anni che ci battiamo per avere giustizia”. E aggiunge: “Io temo che sia il classico fumo negli occhi e come San Tommaso se non vediamo non crediamo. Da oggi, quotidianamente andremo in giro per la città a controllare che l’amministrazione proceda con l’oscuramento degli impianti pubblicitari abusivi che, secondo sentenza del Cga sono 850. Se per 7 cartelloni c’è voluto un mese, per gli altri 843 quanto occorrerà?”. L’incontro è stato “movimentato” dall’arrivo dei rappresentanti  del gruppo Start-Alessi, che conti alla mano dovrebbe sborsare 650.000 euro. I soci dell’azienda, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, ma innervositi dalla situazione, hanno intimato di interrompere la conferenza agli imprenditori di Job Act, per poi discutere placidamente con il consigliere.

L’assurdità di questa vicenda sta nella palese legittimazione di situazioni non a norma di legge che da decenni occupano spazi pubblici, usufruendo di documentazioni stantie che risalgono agli anni ottanta, che fungono da scudo, o addirittura schermandosi con poteri che in odor di mafia consentono la gestione cartellonistica priva di ogni autorizzazione che possa definirsi tale. E il Comune sta a guardare. Forte di equilibri consolidati da anni, i grandi colossi della pubblicità, orbitano arrogantemente nell’illegalità con il bene stare della politica che conta. I ben informati, parlano addirittura di manovre studiate ad hoc, per arginare sì l’abusivismo, ma solo quello degli “sciacalli senza padrone” che nel mucchio son pur sempre la concorrenza dei colossi. E, a conti fatti, hanno di che lamentarsi gli imprenditori messi in regola che pagano tasse e concessioni coscienziosamente. Basti pensare che “i pesci grandi” utilizzando le vecchie concessioni degli anni ’80, si permettono pure di non dichiarare molti dei loro impianti, con cifre che si aggirano intorno ai 50 cartelloni, per un ammontare di 300mila euro l’anno, guadagnati totalmente in nero, alla faccia e sulle spalle dei cittadini onesti.

Questa non è solo una goccia nel mare dell’omertà e dell’illegalità, è molto di più, è una spada di Damocle che pende sulla testa degli imprenditori per bene, e che sminuisce il valore dei cittadini qualora il Comune continuasse a proteggere “gli intoccabili” del settore, girando la testa e intervenendo solo in parte. Ad ammettere  le debolezze del Comune anche il consigliere Notarbartolo, che ha detto: “Al di là degli impianti segnalati dal Cga, c’è da dire che in città quelli abusivi sono più della metà del totale che ammonta a 4000 circa. Da questi il Comune incassa tre milioni di euro l’anno, se eliminiamo gli illegittimi avremo un buco di quasi 2 milioni di euro”. Le acque sono state smosse, e a breve ci sarà una seduta straordinaria del consiglio comunale per affrontare la questione… che i giochi abbiano inizio… o finalmente, una fine.

Nicoletta Castiglione

Scrivi