di Marco Spampinato

CATANIA – “Il Sud paga un maggior costo del credito rispetto al resto del Paese; questo è quanto ho lamentato, assieme ad altri quattro punti cardine, al premier Renzi durante la sua visita dei giorni scorsi a Catania”, questa una delle ADESSO ITALIA_WEB 29-11-14 (7)considerazioni del sindaco Enzo Bianco, tra gli intervenuti al convegno “Lo sviluppo delle imprese ed il risanamento di quelle sovra indebitate” svoltosi, con gran partecipazione di pubblico, in un centrale hotel cittadino lo scorso sabato sera. “Noi siamo meno concorrenziali anche rispetto al Nord dove il credito è sempre stato erogato più facilmente e a costi minori e dove minori sono i costi da sostenere per il trasporto. In questa sede – ha aggiunto, sempre, il primo cittadino etneo, neo eletto presidente ANCI – vedo la giusta occasione per offrire la mia piena disponibilità a riattivare, proprio a Catania, un osservatorio per il credito composto da una rete che unisca i direttori di vari istituti di credito della città per un costruttivo dialogo con le imprese e le amministrazioni locali”. Il convegno, promosso da Alessandro Lo Presti, presidente dell’associazione “Big Bang Catania”, è servito, politicamente, a promuovere anche a Catania “Adesso Italia”, un gruppo che, senza alcun tipo di incarico o sostentamento economico partitico dichiara di fare politica per la polis, autofinanziandosi, e dibattendo per individuare soluzioni ai problemi quotidiani della gente, segnalando o denunziando alle istituzioni i tanti casi limite. Il coordinamento provinciale, che avrà sede nei locali che ospitano l’Associazione Big Bang in Via Monsignor Ventimiglia a Catania, lavora per”…un Partito Democratico senza correnti e per una Sicilia che sia autosufficiente prima che autonoma”, come nello spirito dei fondatori del coordinamento provinciale e dello stesso neo eletto presidente Fabio Ruggieri.

“Questa iniziativa ha preso le mosse pochi mesi addietro da Firenze – specifica il presidente nazionale di “Adesso Italia”, Antonio Ferrante – con l’intento di mettere insieme il popolo delle Primarie con tutto il partito democratico, perché un PD unito e meglio di un PD fatto di correnti”.
“Vogliamo essere un punto d’incontro, il motore trainante del Partito Democratico sul piano programmatico – dichiara, a sua volta, il coordinatore provinciale di “Adesso Italia”, Fabio Ruggieri – Per fare crescere la Sicilia dobbiamo ripartire dalle imprese sostenendo quelle sane e aiutando quelle indebitate”.

Tra gli interventi, nel corso del convegno, anche quelli del professor Bruno Caruso: di Giulio Vairo, dirigente bancario (Criteri di accesso al credito, congiuntura economica e forme di sostegno pubblico/collettivo); Antonio Leanza, dirigente bancario (sostegno alle famiglie ed alle imprese per affrontare la crisi, Fondo di solidarietà per la casa CONSAP e moratoria ABI); Alfredo Spurio dirigente Ente per lo Sviluppo Economico e Sociale e agevolazioni pubbliche alle imprese (Invitalia, CRIAS, IRFIS, PO FERS Sicilia 2014/2020); Salvatore Alessandro, presidente Associazione Diritti del Debitore per “Il debito e la sua gestione” e Angelo Villari, coordinatore strutture terzio settore promozione e sviluppo del terzo settore e del ADESSO ITALIA_WEB 29-11-14 (2)partenariato sociale. Il sunto di oltre due ore di testimonianze e dibattiti resta anche quello che ci parla di istituti di credito nazionale in “crisi” di liquidità e coscienza, laddove, per trenta anni e oltre, i prestiti, i finanziamenti, le agevolazioni ad personam erano erogati con troppa disinvoltura e leggerezza in grande autonomia rispetto a linee guida piuttosto indulgenti. Dieci milioni di lire di scoperto sul conto corrente bancario privato non si negavano quasi a nessuno. Poi ci fu l’avvento dell’acquisto a rate non solo per gli elettrodomestici.

Troppe aziende, prive dei requisiti essenziali, venivano aiutate attraverso il credito bancario mentre, già a metà degli anni ’90 i fondi per l’imprenditoria giovanile venivano ritornati, quasi per intero, all’Europa. Oggi, al contrario, si è “vittime”, dei ferrei controlli derivanti dall’accordo conosciuto come “Basilea 2” grazie al quale, per controllare i flussi monetari, col principale intento di una applicazione europea in ottemperanza delle norme anti riciclaggio, l’accesso al credito è diventato quasi impossibile rispetto a un passato fin troppo libertario. “Questo movimento è il frutto di anni di lavoro – ha spiegato all’uditorio il segretario provinciale PD Enzo Napoli rimandando ad “Adesso Italia” – e di decine di sms ad ognuno di noi personalmente inviati da Alessandro Lo Presti. Qui non abbiamo la pretesa di spiegare come si fa un’impresa ma, dalla politica, dobbiamo partire dalla riflessione su quale siamo le questioni che tengono bloccate le imprese. Alla Regione Sicilia, di 60 milioni di euro disponibili e da dare alle imprese entro il prossimo maggio ne saranno erogati 20 mentre 40 saranno riconsegnati a Bruxelles. Se non si riapriranno i termini del bando si sarà sfruttata questa opportunità solo per un terzo della sua grande possibilità e a gestire, in termini fattivi, cambiamenti del genere, devono essere i responsabili della politica”.

Burocrazia regionale farraginosa con soli tre dirigenti che si occupano di un piano così importante che servirebbe, almeno in parte, per sbloccare la produttività aziendale in Sicilia vuole anche dire come, e chi, siamo, oggi, soprattutto in anni di crisi e recessione. Con un’Italia ancora ferma al palo nella minimizzata, solo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, crisi di lavoro, produttività, personalità, dove il Prodotto Interno Lordo è previsto in ulteriore diminuzione dello 0,3% per il primo bimestre del 2015 si registra anche il cauto ottimismo del premier Renzi il quale afferma che l’aumento di disoccupati e inoccupati è solo frutto di un più massiccio ricorso alle liste di collocamento a fronte di reali 100.00 posti di lavoro in più registrati da febbraio 2014 alle scorse settimane. “Abbiamo bisogno di una regione legislatore, controllore e programmatore – insiste Napoli – mentre le città metropolitane, i nuovi consorzi e le provincie devono andare avanti con un sistema di alleggerimento e di localizzazione”.

ADESSO ITALIA_WEB 29-11-14 (9)Uno scollamento tra il Governo nazionale e i governi regionali rispetto alla informazione ai cittadini è evidentissimo in un sistema Paese che non si evolve nell’interesse del popolo. Pochissima l’informazione, e la relativa pubblicità di servizio, offerta nel servizio pubblico, basti pensare a quanto poco sia programmata in RAI, l’offerta relativa al lavoro, alla ricerca, all’università o al welfare, tutt’ora mediamente carente se non assente in Italia. Del tutto improbabili se non scandalosamente e volutamente carenti i sistemi di informazione locale a partire, anche, dalla resa pubblica dei non molti, ma fondamentali, bandi regionali. Nessuno che abbia interesse, ad esempio e, nello specifico, a livello regionale, a porre l’accento sui più importanti concorsi o bandi anche attraverso il ricorso, massiccio, a strumenti di informazione di massa come i cartelloni pubblicitari, che avrebbero una resa di molto maggiore rispetto alla semplice, pubblicazione sui quotidiani, o a una pianificazione che possa comprendere la stragrande maggioranza di quotidiani online attivi in Sicilia; naturale “conditio sine qua non” dovrebbe altresì essere la gratuità, o la quasi gratuità, offerta da tutti gli editori, e imprenditori della comunicazione, coinvolti in un serio piano di comunicazione che, ad oggi, non ha mai visto la Regione Sicilia, protagonista. Quasi un assist per la nuova squadra di assessori, quella frutto della concertazione politica e, per la prima volta dall’avvento di Rosario Crocetta non solo, sterile, scelta del presidente della Regione.

Marco Spampinato

Foto servizio di Vincenzo Musumeci

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