Confermata la mobilitazione generale del 23 febbraio davanti alla Prefettura di Catania

CATANIA – Non si sa ancora quanti sono stati i contribuenti che, alla scadenza del 10 febbraio, hanno provveduto al pagamento dell’Imu agricola. Di certo c’è che, ormai, da più parti si considera il balzello costituzionalmente illegittimo, una palese violazione dell’articolo 3 della nostra Carta Costituzionale.
La tassazione sui patrimoni va attuata in armonia con i principi della solidarietà nazionale, nei modi stabiliti dalle molteplici leggi che regolano il settore. Questo principio nel caso dell’Imu agricola è stato palesemente violato se non addirittura ignorato. Sono questi elementi costituzionalmente insuperabili che rendono totalmente iniqua, ingiusta e inapplicabile questa nuova “patrimoniale”. A rendere più grave la questione, sulla quale si sta dibattendo molto, è anche la discriminazione tra terreni che finirà per creare nuove crisi e nuovi fallimenti. Per non parlare di Comuni dove si paga e Comuni che invece ne sono completamente esonerati.
Sulla questione è intervenuto, l’on. Alfio Papale, deputato all’Ars, che ha presentato al Governo regionale un’apposita mozione sul tema:  “Imu  terreni agricoli montani”.
Nella mozione Papale ha sollecitato il governo regionale «ad intervenire, con l’urgenza dovuta, presso il Governo Nazionale per l’annullamento dell’IMU per tutti i territori agricoli, perchè far pagare l’IMU ai proprietari di terreni agricoli sarebbe un colpo mortale all’agricoltura siciliana, da parecchi anni già in crisi e scongiurare così il serio rischio che, con l’accrescimento della pressione fiscale, i terreni in questione  possano essere abbandonati».
La mozione porta la firma anche dagli onorevoli Falcone, Assenza, Figuccia, Grasso, Milazzo e Savona.
Intanto gli agricoltori catanesi si preparano alla manifestazione di lunedì 23 febbraio. “Scenderemo in piazza – dicono dal coordinamento di Agrinsieme – per difendere le nostre aziende da una tassa iniqua che sta provocando reazioni di protesta in tutta Italia”.
La mobilitazione generale degli imprenditori agricoli catanesi organizzata dal coordinamento di Agrinsieme Catania, che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare), si terrà davanti alla Prefettura di Catania a partire dalle ore 10,00.
Un ulteriore inasprimento fiscale è inaccettabile specie in un territorio in cui le imprese agricole, singole e associate, già in gravissime difficoltà si trovano a fare i conti anche con l’incremento  delle accise sul gasolio agricolo, previsto dalla legge di stabilità, la riduzione delle assegnazioni e la diminuzione di produzioni importanti nei comparti olivicolo e vitivinicolo.

S.R.

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