Sempre più numerosi i parlamentari e i gruppi politici schierati a difesa degli agricoltori

CATANIA  –  Sull’imu agricola è ormai muro contro muro. Gli imprenditori agricoli non ci stanno, tanto che il coordinamento catanese di Agrinsieme, che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (Agci-Agrital, Fedagri- Confcooperative e Legacoop Agroalimentare) ha deciso di indire una mobilitazione generale degli imprenditori agricoli e sensibilizzare le istituzioni e la politica per una modifica in tempi rapidi da parte del governo dell’ IMU sui terreni agricoli, un balzello impossibile da sostenere per le aziende aziende agricole.
La mobilitazione a scendere in piazza si è resa necessaria per difendere le aziende da una “patrimoniale”, mascherata e  iniqua, che sta provocando le proteste di tutti gli agricoltori italiani.
Agrinsieme, in una nota, sollecita i sindaci della provincia di Catania a partecipare numerosi a fianco degli agricoltori alla mobilitazione del 23 febbraio, considerato che in questi giorni si stanno svolgendo consigli comunali e iniziative tendenti a dimostrare che l’agricoltura non può pagare una tassa ingiusta e noSchermata 2015-02-12 alle 20.08.58n può essere maltrattata.
Intanto sono molti i parlamentari e i gruppi politici che hanno preso le distanze dalla decisione del governo,  e chiedono a gran voce  un intervento di revisione strutturale del decreto.
Anche la Federazione catanese di Sel  sta organizzando incontri nei territori con l’on. Franco Bordo, membro della Commissione Agricoltura alla Camera, a partire dal 26 febbraio. Prima tappa Palagonia, dove il sindaco Valerio Marletta si sta impegnando con incontri istituzionali e riunioni con i rappresentanti del mondo agricolo per redigere una proposta seria e condivisa da presentare ai parlamentari nazionali.
“Consideriamo assolutamente ingiusta questa imposta – ha detto più volte Marletta – e insostenibile l’aggravio sui terreni agricoli così come formulato, anche dopo la modifica apportata con il decreto legge n. 4 del 24 gennaio 2015”.
“Con gli attuali criteri di esenzioni previste – dicono i responsabili di Sel – vengono penalizzate le imprese familiari e tutte le iniziative finalizzate al ricambio generazionale (quando il genitore concede in affitto o in comodato il proprio terreno agricolo ai figli affinché proseguano l’attività agricola), per non parlare dei casi in cui a condurre i terreni agricoli sono i pensionati che percepiscono 500 euro al mese e sono costretti a pagare migliaia di euro di Imu”.
“Nel ritenere il settore agricolo uno dei settori portanti dell’economia presente e futura, al momento soffocato da una gravissima crisi, diminuiti i consumi, diminuita notevolmente la produzione, prezzi stracciati, Sel è vicina e partecipa alla mobilitazione degli agricoltori, che esplicano un’attività di primaria importanza quale la produzione degli alimenti e il presidio e la salvaguardia dei territori, condividendone le forti preoccupazioni e i motivi della protesta”.
L’interesse a che il settore agricolo non sia penalizzato ulteriormente ha portato Loredana De Petris, senatrice di Sel e capogruppo del Misto a Palazzo Madama, ha depositare nelle scorse ore in Commissione Finanze una serie di emendamenti al decreto legge sull’Imu agricola, attualmente all’esame del Senato in prima lettura.
Chiediamo al Governo – dice De Petris – di rimediare al pasticcio compiuto con un atto di buon senso: abolire questa imposta sull’agricoltura che colpisce un settore già in evidente stato di crisi”.
“Il governo abolisca immediatamente l’Imu agricola o si assuma ogni responsabilità per aver ucciso definitivamente il settore agricolo nel Sud Italia”. Così, in una nota congiunta,  i senatori siciliani del gruppo Grandi Autonomie e Libertà Giuseppe Compagnone, Giuseppe Ruvolo, Antonio Scavone e Giovanni Mauro, firmatari di 12 emendamenti al decreto legge sull’Imu agricola insieme al senatore Tito Di Maggio.
“L’agricoltura – spiegano i senatori – riveste ancora un’enorme importanza nel Mezzogiorno. Basti pensare a colture come gli agrumi, i vigneti, i cereali e moltissimi ortaggi per cui la Sicilia è tra i primi produttori. Si tratta di un settore che impiega dunque tantissime persone, già drammaticamente provate dalla crisi economica. A questa situazione il governo Renzi vuole oggi aggiungere una tassa iniqua che peggiorerà questa situazione in modo irreversibile”.  “Gli emendamenti presentati in Commissione Finanze mirano ad ampliare l’esenzione ai terreni agricoli ricadenti nei Comuni delle zone svantaggiate che per tanti anni sono stati esentati dal pagamento dell’Ici. Ferma restando l’iniquità della tassa, che andrebbe abolita, se il governo dovesse decidere di andare avanti deve necessariamente rimodularla o saranno lacrime e sangue”.
Anche i deputati siciliani del PD  chiedono al governo di rivedere i criteri  che definiscono il pagamento dell’Imu agricola. La deputata nazionale  Luisa Albanella  ha sottoscritto l’appello dei deputati democratici rivolto al ministro delle Politiche Agricole, Agroalimentari e Forestali Maurizio  Martina, facendosi interprete delle segnalazioni giunte da agricoltori e amministratori della provincia etnea. Una interrogazione all’Ars è stata presentata dalla deputata regionale Concetta Raia che ha raccolto le istanze rappresentate dai tanti operatori del comparto agricolo.

S.R.

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