Il Partito democratico, con il resto della maggioranza che sostiene il Governo Renzi alla Camera dei deputati, ha approvato l’Imu agricola tra le polemiche e la ferma opposizione dei parlamentari di ‘Noi con Salvini’, tra cui l’on. Angelo Attaguile, segretario nazionale e coordinatore in Sicilia del movimento. I salviniani in aula a Montecitorio hanno contestato l’atteggiamento avuto dal Governo nei confronti del comparto agricolo “che –hanno sottolineato i deputati di ‘Noi con Salvini’- si punisce quando invece dovrebbe essere supportato per l’importanza che riveste non soltanto per l’economia del Paese ma soprattutto per la salvaguardia del territorio, anche contro i dissesti, perché costituisce un argine al rischio di spopolamento dei territori montani e collinari. Questo decreto legge –hanno sottolineato i parlamentari salviniani non fa altro che penalizzare un settore che, in un Paese come il nostro, potrebbe contribuire in modo decisivo alla ripresa dell’economia per le numerose opportunità che offre da un punto di vista imprenditoriale, ma anche perchè il made in Italy trae beneficio, per le positive ricadute d’immagine, dai nostri prodotti agricoli di alta qualità apprezzati in tutto il mondo”.
I deputati che fanno riferimento a Matteo Salvini hanno anche evidenziato come il decreto del Governo Renzi che introduce l’Imu agricola violi “palesemente qualsiasi norma posta a tutela del contribuente” mentre miri semplicemente a ricavare “una parte della copertura del famoso bonus di 80 euro concesso ai lavoratori dipendenti a basso reddito. Per questo –hanno denunciato ancora i deputati di ‘Noi con Salvini’- è stata imposta l’Imu ai terreni agricoli di circa 4500 Comuni che prima ne erano totalmente o parzialmente esenti”.
Nel coprso del dibattito in aula, i parlamentari di ‘Noi con Salvini’ hanno contestato soprattutto il metodo col quale si sono ridefiniti i criteri di esenzione: ”si è partiti al rovescio cioè dalla cifra da recuperare che era ‘non inferiore a 350 milioni di €’ per poi rinviare ad un successivo intervento del Governo la definizione del nuovo elenco. In questo modo –hanno spiegato- il contribuente e le amministrazioni comunali, che in questa vicenda fanno da incomodo tramite, non hanno alcun riferimento logico, razionale, ispirato a criteri di giustizia ed equità cui riferirsi: devono semplicemente attendere con spirito fatalistico che il Governo, come un tornado dalla traiettoria imprevedibile, non li colpisca e faccia danni altrove. Così è avvenuto con il primo decreto ministeriale emanato il 28 novembre 2014 che da 6 mila Comuni totalmente o parzialmente esenti dall’Imu agricola li faceva scendere a poco più di 1.500 in base al criterio dell’Altitudine del centro’ apparso immediatamente errato. Si pensi al significato di ricomprendere o meno un Comune fra quelli montani in base alla quota in cui è stabilita la casa comunale. E’ successo che Comuni totalmente montani ma con il Municipio localizzato sotto i 600 metri si trovassero parzialmente o totalmente soggetti all’IMU agricola e la conseguente corsa delle amministrazioni a individuare un qualche capanno, baita, rifugio comunale posto sopra i 600 metri dove spostare la sede municipale. Una situazione che poteva di diritto essere inserita nella descrizione in forma parodistica dell’Italia fatta da Carlo Collodi in Pinocchio”.
I parlamentari di ‘Noi con Salvini’ alla Camera dei deputati hanno quindi ribadito fermamente “tutta la contrarietà a questo provvedimento per la sua incostituzionalità, per il suo carattere arbitrario e fortemente centralista, per l’ingiustizia sociale che rappresenta e per il danno che reca ad un settore, quello agricolo in zone disagiate, che al contrario, per i motivi esposti, andrebbe supportato”.

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