Sulla delicata questione interviene l’Anaao Assomed che contesta modi e tempi.

di Salvo Reitano

CATANIA – Desta preoccupazione l’annunciato  riordino sanitario che prevede la riduzione di 946 posti letto, la chiusura di 23 strutture ospedaliere sull’intero territorio siciliano e  ulteriori tagli alla sanità dell’Isola, previsti all’interno del piano dall’assessore regionale Lucia Borsellino.

Fatte le dovute valutazioni, sul criterio adottato per la chiusura di 23 ospedali, allocati in tutte le province, c’è ancora da capire come l’ Assessorato Regionale alla Salute è orientato sulle modalità operative idonee a garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini residenti e le funzioni degli ospedali che saranno dismessi.

AssomedSulla delicata questione interviene l’Anaao Assomed, il più rappresentativo sindacato della dirigenza medica che contesta, con forza, all’Assessorato regionale il percorso fatto da dicembre ad oggi per il riordino della rete ospedaliera.

Dall’ultima bozza  alla convocazione di questa settimana non c’è stato più alcun confronto con i “veri tecnici della Sanità.

“L’assessore ha ritenuto più opportuno confrontarsi solo  con le rappresentanze locali” – lamenta l’organizzazione sindacale – e oggi non sappiamo più quali e quante  sono state le modifiche apportate al documento iniziale, dettate da esigenze politiche locali o, ma solo per  “sentito dire”, dopo che il Ministro ha  rigettato  la bozza inviata dall’Assessore; per cui agli incontri  andiamo ad un tavolo dove troveremo sicuramente una nuova rete ospedaliera che non abbiamo visionato e potremo  solo accettare o non accettare a discapito della sanità Siciliana”.

Per queste ragioni  il segretario regionale dell’Anaao Assomed, dott Pietro Papa,  ha indirizzato  una lettera al Presidente della Regione, all’assessore regionale alla Salute e al Presidente della VI^ Commissione Legislativa ARS nella quale le spiega le  motivazioni.

“Tale convocazione si annovera, come ultima perla, in una collana di anomale relazioni

intercorse tra“Assessorato e OO.SS. Della Dirigenza Medica e Veterinaria: dalla 1° convocazione del 19/12/2013, oggi per l’indomani, con l’aria di “prendere o  lasciare” quanto  offerto,  per continuare con riunioni  indette  e rinviate.

Per contro si è assistito, su tutto il territorio siciliano, ad una serie di confronti tra organi di indirizzo politico locale (Conferenza  dei sindaci)  e/o  gruppi  politici  e/o  comitati spontanei  di  cittadini  e/o movimenti di partecipazione civica (Tribunale per i diritti del malato) con il Presidente della VI Commissione  Legislativa e l’Assessore alla Salute, quest’ultima quasi sempre  assente   agli incontri con le OO.SS.MM.”. e: “I veri tecnici della Sanità – prosegue – ovvero colo che giornalmente forniscono il “know how” prestazionale a fronte di mille sacrifici per le gravi carenze strutturali degli organici, sono stati di  fatto esclusi dal tavolo di concertazione. Tavolo che, invece, era di fondamentale rilevanza,  tenuto conto che i  agli avvenuti in maniera “lineare” e non  azionale, hanno comportato per

la popolazione siciliana una grave riduzione degli standard assistenziali e per gli  operatori

sanitari ulteriori carenze di organico, tutto ciò al di fuori delle logiche di efficacia ed efficienza del sistema sanitario”

L’Anaao Assomed  – conclude la lettera – ribadisce la   posizione contraria alla rimodulazione della rete ospedaliera regionale  proposta, non ne condivide l’impostazione,  sottolinea l’irritualità del percorso di concertazione,  come ulteriori tagli dei PP.LL , che non supportati da una preliminare attivazione di strutture assistenziali sul territorio, contribuiranno ad elevare la pressione sul  sistema di emergenza ‐urgenza regionale e sull’assistenza ospedaliera.

Cosa aggiungere. Insieme alla confusione sulle nomine dei manager della sanità catanese oggi assistiamo increduli al pasticcio sul riordino della rete ospedaliera.

Il problema, per i vertici della Regione, è che senza idee chiare sul da farsi e nella  fretta di fare ad ogni costo, qualsiasi dibattito, incontro, tavolo o vertice, chiamatelo come vi pare, sui margini di operatività nel rispetto del giusto contenimento della spesa, è puramente filosofico.

Vedrete che l’esito, in entrambi i casi, sarà comunque stupefacente.

Salvo Reitano

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