Di Giuliana Avila Di Stefano

Mostra 1PALERMO – L’importanza di rivalutare i mestieri manuali e i suoi artigiani, sta coinvolgendo anche il settore alimentare e l’arte. Questo lo scopo della mostra fotografica “Kiankieri e Pisciara” cioè macellai e pescivendoli, a Palermo da domenica 11 maggio, al “neu [nòi] – spazio al lavoro”,  di Palazzo Castrofilippo,  che sarà visitabile sino al 7 giugno 2014.
La stessa location espositiva è nel cuore del centro storico palermitano, sede da sempre dei mercati caratteristici che ormai da tempo sono diventati anche meta turistica, grazie al loro essere rimasti tradizionali e oggi, come un tempo, hanno una forte presenza di “Kiankieri e Pisciara”.
I “Kiankieri e Pisciara” sono protagonisti delle 24 foto di Francesco Seggio, che spiega essere “le facce che raccontano una vita, sono del resto anche specchio dell’anima. Nel grande teatro del mondo siamo attori non sempre protagonisti. La storia, comunque, la facciamo noi. In questo grande palcoscenico, ci vestiamo per recitare la nostra parte. Impiegati, musicisti, preti e tiranni, pupi e pupari, banchieri e politici, marinai, play boy, studenti e bulli. Ci sono, però, – continua l’artista – anche loro, kiankieri e pisciara, le cui mercanzie colorate sono esposte a bellavista, richiamando una presenza che fa scenografia. Palermo è il teatro dei teatri.  Come può un artista rimanere indifferente davanti all’ispirazione che la anima?  Io, come fotografo e osservatore, rimango affascinato dalle persone che ci vivono, così mi muovo con un mio assistente, un piccolo fondale e un flash essenziale per fotografare la gente, i loro volti. Amo il ritratto e non trovo quasi mai ostacoli per riprendere la gente, comunicando con poche frasi e senza reticenza. Mi sforzo, quindi, di raccontare una tradizione attraverso gli sguardi, quasi sempre orgogliosi, di questi personaggi, le cui caratteristiche sono ben delineate».mostra 2
Tutti i protagonisti del click di Seggio sono ritratti nel momento in cui sono dediti alla loro professione e al contatto con le gente, all’interno delle loro botteghe o del caos del mercato, perché come spiega Michelangelo Pavia, presidente di “neu [nòi]”, è “il lavoro o il tema principale di questa mostra, nostro secondo appuntamento del 2014 nell’ambito della rassegna d’arte contemporanea dell’associazione dedicata quest’anno al racconto del territorio. Questa esposizione è sponsorizzata dalla EDI (Enginereers Developing Ideas). La professione – continua Pavia – spesso incide in modo incredibile sul nostro stare in società, dunque sul nostro carattere. Mostra 3Per questo i ritratti di Seggio, anche se avulsi da un contesto, riescono a unire perfettamente il mondo spaziale del luogo di lavoro con quello umano del rapporto tra professione e fisicità. Mi piaceva, poi, l’idea di continuare il discorso da noi intrapreso sul territorio, portando in questa sede un progetto che parlasse di professioni. E’ del resto questo il soggetto di “Nobilita”: il lavoro che nobilita l’uomo in quanto gli consente di avere e mantenere una sua identità, pienamente consapevole di ciò che fa».

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