CATANIA – Le morti nei luoghi di lavoro sono una vera emergenza nazionale, ma le recenti modifiche del Jobs act introducono parecchie zone d’ombra già evidenziate dalla Cgil. Ombre che potrebbero ulteriormente incidere in negativo in un territorio difficile come Catania, dove la percentuale di lavoro nero è alta ma la normativa sembra non tenerne conto. E tra gli aspetti che non convincono il sindacato c’è di certo  lo stop all’obbligo di tenuta del registro infortuni. 

Di questi temi si parlerà nel corso del seminario di studio e approfondimento “Dal testo unico  al Jobs Act, come cambia la legislazione su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, fissato per mercoledì 2 marzo a partire dalle ore 9 nel salone “Russo” di via Crociferi a Catania. Dopo l’intervento introduttivo del segretario confederale della Cgil, Claudio Longo, i saluti del segretario generale della Camera del lavoro Giacomo Rota e la comunicazione di Massimo Malerba, del Dipartimento Salute e Sicurezza della Cgil di Catania (“Tre punti da cambiare  nel 151/15 – Jobs act”) , interverranno Domenico Amich, direttore dell’Ispettorato del provinciale del Lavoro e gli ingegneri Enzo Maci (“Cultura della prevenzione della formazione”) e Sebastiano Trapani, presidente Aias (“Cosa cambia dal testo unico al Jobs Act”).
Alle 12,15 i lavori proseguiranno con Vincenzo Cubito, direttore di Inca Cgil, Vito Leocata, medico legale Inca, e l’ingegnere Luigi Di Mauro (Coca Cola). Dopo la pausa pranzo interverranno Daniele Maugeri (Report RLST) e il responsabile nazionale del Dipartimento salute e sicurezza della Cgil, Sebastiano Calleri.
 
“Tra le modifiche introdotte dal Jobs act c’è lo stop all’obbligo di tenuta del registro infortuni. Pertanto le imprese non sono più tenute a compilare e conservare tale registro. Cambia anche l’impianto sanzionatorio − spiegano Giacomo Rota e Claudio Longo − e in sintesi, crediamo che le modifiche di certo non incentiveranno al rispetto delle regole le aziende che non hanno struttura, spesso malsane. Ma a garanzia della ferma volontà di utilizzare il seminario per formare lavoratori e informare l’opinione pubblica, tra i nostri ospiti ci saranno liberi professionisti e anche il direttore dell’Ispettorato”
 
 
 
 
 
 
 
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